Processo Gotha8: la Cassazione ridetermina le condanne e dispone nuovi giudizi per diversi imputati
Importanti decisioni della Corte di Cassazione nell’ambito del procedimento Gotha8 che coinvolge numerosi imputati, con contestazioni relative a diversi reati, tra cui quelli riconducibili alla criminalità organizzata e al traffico di stupefacenti.
La Suprema Corte ha accolto parzialmente alcuni ricorsi, disponendo l’annullamento della sentenza impugnata in relazione a specifici capi d’imputazione o al trattamento sanzionatorio. Per altri imputati, invece, è stata confermata in via irrevocabile l’affermazione di responsabilità per i reati contestati.
Tra le decisioni più rilevanti figura quella riguardante Salvatore Gatto. La Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza nei suoi confronti limitatamente al reato contestato al capo 19), dichiarandolo improcedibile per difetto di querela. Conseguentemente, sono stati eliminati 20 giorni di reclusione e 266 euro di multa precedentemente inflitti per continuazione. La Corte ha inoltre rideterminato la pena complessiva in 6 anni e 10 mesi di reclusione e 12.733 euro di multa. È stato invece respinto il resto del ricorso, con conseguente irrevocabilità dell’affermazione di responsabilità per i reati indicati ai capi 1), 16), 16-bis), 17) e 18).
Disposta la cancellazione della sentenza impugnata nei confronti di Giovanni Imbesi e Antonino Crea, con rinvio degli atti a un’altra sezione della Corte d’Appello di Messina per un nuovo giudizio sui rispettivi reati contestati.
Per Antonino Mazzeo, invece, l’annullamento riguarda esclusivamente il trattamento sanzionatorio. La Cassazione ha disposto un nuovo esame sul punto da parte di un’altra sezione della Corte d’Appello di Messina, respingendo nel resto il ricorso.
Diversa la decisione relativa a Roberto De Luca: la Suprema Corte ha eliminato la circostanza aggravante prevista dall’articolo 416-bis.1 del codice penale. Il resto del ricorso è stato dichiarato inammissibile e l’affermazione di responsabilità è diventata irrevocabile.
Per Carmelo Vito Foti, l’annullamento riguarda i reati contestati ai capi 23) e 24), oltre all’applicazione della recidiva. Su questi aspetti sarà necessario un nuovo giudizio davanti a un’altra sezione della Corte d’Appello di Messina. È stato invece respinto il resto del ricorso, con conferma definitiva della responsabilità per i reati indicati ai capi 1), 2), 4), 5), 6), 8), 9) e 10).
La Cassazione ha inoltre disposto un nuovo esame nei confronti di Maurizio Giacomo Sottile, limitatamente alla mancata valutazione dell’ipotesi di lieve entità prevista dal quinto comma dell’articolo 73 del DPR 309/1990, relativamente ai reati contestati dal capo 27) al capo 32). Il rinvio è stato disposto a un’altra sezione della Corte d’Appello di Messina. Respinto nel resto il ricorso, con irrevocabilità dell’affermazione di responsabilità per i reati di cui ai capi 14), 24) e 26).
Anche per Andrea Alesci è stato disposto un nuovo giudizio, limitatamente al reato contestato al capo 2). Il resto del ricorso è stato respinto e la responsabilità per il reato di cui al capo 1) è divenuta irrevocabile.
Ricorsi respinti e dichiarati inammissibili
La Suprema Corte ha respinto i ricorsi presentati da Agostino Milone, Giusy Giardina, Bartolo Costantino, Francesco Salvatore Foti e Jordan Brunini, condannandoli al pagamento delle spese processuali.
Sono stati invece dichiarati inammissibili i ricorsi di Gianluca Campo, Angela Chiofalo, Antonio Raoul Milici, Antonino Falcone ed Enrico Mara. Anche per questi imputati è stata disposta la condanna al pagamento delle spese processuali, oltre al versamento di 3.000 euro ciascuno in favore della Cassa delle Ammende.
Le spese per le parti civili
Un ulteriore passaggio del dispositivo riguarda le spese sostenute dalle parti civili per il giudizio di Cassazione.
Gli imputati Andrea Alesci, Angela Chiofalo, Bartolo Costantino, Carmelo Vito Foti, Francesco Salvatore Foti, Salvatore Gatto, Giusy Giardina e Agostino Milone sono stati condannati alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa sostenute da quattro parti civili: il Centro Studi e Iniziative Culturali Pio La Torre, la Federazione Antiracket Italiana, il Comitato Addiopizzo Messina e la Rete per la Legalità Barcellona Pozzo di Gotto.
Per ciascuna delle organizzazioni è stata liquidata la somma di 3.686 euro, oltre agli accessori di legge.
Una decisione articolata, con responsabilità confermate e nuovi passaggi giudiziari
Il pronunciamento della Cassazione presenta dunque un quadro articolato: da una parte, vengono confermate in via irrevocabile diverse affermazioni di responsabilità; dall’altra, vengono corretti alcuni aspetti della sentenza, eliminate specifiche contestazioni e disposti nuovi giudizi su questioni circoscritte.
Gli annullamenti con rinvio non equivalgono a un’assoluzione, ma comportano la necessità di un nuovo esame da parte della Corte d’Appello sui punti espressamente indicati dalla Suprema Corte.
La decisione segna quindi un passaggio giudiziario significativo per i numerosi imputati coinvolti, lasciando aperte alcune questioni che dovranno essere nuovamente affrontate in sede di appello.

