Dimissioni Basile & C.: una messa cantata, prevedibile e scontata

MESSINA. Solo posti in piedi per l’annuncio delle dimissioni della Giunta Basile-De Luca-Puccio. Alle 9.15 trovare un parcheggio nei pressi di Palazzo Zanca è già un’impresa, posti occupati anche nel Salone delle Bandiere. Tanti i giornalisti e la solita claque, perfettamente addestrata a sottolineare con appalusi il più possibile fragorosi i passaggi del deluchiano di turno.
Conferenza stampa fissata per le 10, Basile arriva alle 10.11 accolto da un applauso. Assente De Luca che, per una volta, ha scelto di non rubare la scena a qualcun altro con la sua presenza inevitabilmente ingombrante. Teso, nervoso, visibilmente emozionato, Basile prende la parola.
LA PREMESSA
“Dal 2018 Messina è una città diversa, cambiata, è stata governata, senza ambiguità e senza compromessi. Molto spesso ci dimentichiamo il punto dal quale siamo partiti. Abbiamo un trasporto locale efficiente, strutturato, con una flotta nuova, investimenti: questa è realtà.
Spazzatura: oltre il 60% di raccolta differenziata.
Acqua: le reti idriche che sono un colabrodo non ce le siamo inventati noi. Abbiamo 21 milioni con il PNRR per ricostruire l’acquedotto.
Verde pubblico: Villa Dante un punto di riferimento che dialoga con altri spazi verdi cittadini.
Impianti sportivi: oggi appaltato i lavori di ristrutturazione di tutti gli impianti sportivi cittadini.
Risanamento conti: risanato debiti fatti da altri dal 1995 a oggi. Oltre 4.000 assunzioni dal 2018 a oggi.
Partecipate: prima del 2018 totalmente fallite, servivano solo a gestire posizioni personali. Oggi possono essere un sistema che crea base grazie alla quale Comune sta erogando servizi che prima non esistevano.
Con ARISME si comincia a parlare di risanamento. Sistema Comune-IACP non funziona. Fino al 2018 la Legge 10 del 1990 cosa ha prodotto? Nulla.
Sicurezza scuole: nessuno ci aveva mai pensato prima di noi. Oggi abbiamo 46 scuole con lavori in corso e questo perché qualcuno si è fatto carico di amministrare una città totalmente abbandonata.
MSC non è un’invenzione: è un modello di studio che le altre città ci invidiano.
Messina città della musica e degli eventi: non è un passatempo , ma crea indotto importante. Messina alza la testa e crea un futuro diverso. Oggi viviamo una città che si doveva costruire 20-30 anni fa.
De Luca ha preso una città che era disastrata e l’ha cambiata. Un modello che ha funzionato senza compromessi e colori politici. Poi, nel 2022 il passaggio del testimone. Ho preso una città che funzionava, con soldi in casa e progetti.
Oggi si deve aprire una fase diversa, guardando a un momento di visione strategica. I momenti bui sono passati, oggi la città ha l’esigenza di un altro piano di lavoro, che deve essere strategico pe run salto di qualità. E come si fa? Partendo dal presupposto che ci sono due organi di governo: Giunta e Consiglio comunale.
Indispensabile condizione che garantisca di poter lavorare. Nel 2022 avevamo 20 consiglieri su 32, poi i primi abbandoni, il progetto non andava bene per chissà quali interessi. Oggi sono 13.
Gli abbandoni hanno fatto venire meno una solidità che serve all’azione amministrativa e poi nascono problemi e manca serenità”.
LE DIMISSIONI
“Credo di avere sopportato tanto, troppo. Ho avuto un carico che non mi consente una salto di qualità. Ecco perché vi comunico che ho rassegnato le dimissioni con la consapevolezza che tutto quello che ho detto non è un racconto ma un percorso da seguire”.
Un annuncio sottolineato da una claque indecorosa, con urla da curva sud.

