Amministrative 2026, il centrodestra messinese al lavoro per programmi e candidati
MESSINA. Il centrodestra a confronto guardando alle inevitabili amministrative anticipate. La parola d’ordine è evitare gli errori del 2022, quando Cateno De Luca, con uno dei suoi consueti colpi di scena, dopo averle annunciate o minacciate per anni, depositò le proprie dimissioni, mollando la città nelle mani di un commissario per inseguire i sogni di gloria della presidenza di Palazzo d’Orleans. Sogni peraltro destinati a restare tali. Complice il disorientamento di centrodestra e centrosinistra, il semisconosciuto Federico Basile diventò sindaco di Messina e, a causa delle continue e spesso inutili inaugurazioni, si guadagnò il soprannome di “Federico mani di forbice”.
Tornano alle manovre del centrodestra, dalla riunione di stamane è emerso che l’obiettivo è quello di “di arrivare ad una proposta unitaria e condivisa da sottoporre alla città, fondata su sviluppo sostenibile, innovazione, nuova occupazione, impulso alle attività imprenditoriali, sportive e culturali”. Lega, FdI, Forza Italia, Noi moderati, Grande Sicilia-MPA e UDC promettono “un percorso che nasce dal territorio e che mette al centro Messina, i suoi cittadini e le sue potenzialità, lontano da logiche calate dall’alto o da utilizzi strumentali a fini elettorali”.
All’incontro di stamane erano presenti tutti i rappresentanti locali, uniti “dalla volontà di elaborare una piattaforma concreta e credibile, da sottoporre ai messinesi già prima della prossima tornata elettorale. Continua il lavoro di costruzione di un’alleanza autenticamente messinese -puntualizzano- che ha come obiettivo quello di restituire alla città un’amministrazione comunale capace di guardare al futuro, con scelte coraggiose e responsabili. Messina deve tornare ad essere protagonista, guidata da chi la vive, la conosce e la ama”.

Poi il passaggio fondamentale, che fanno della Cenerentola-Messina una fidanzata improvvisamente appetibile per indigeni e non: “I rilevanti investimenti che interessano la città in questa fase storica rappresentano un’occasione irripetibile per rilanciare l’economia locale e creare occupazione di qualità. Ha tutte le carte in regola per diventare un motore di sviluppo per l’intera regione, ma servono visione, competenza e una forte apertura all’innovazione. La crescita non può essere improvvisata né delegata a chi dall’esterno cerca di gestirla dando indicazioni ai propri militanti di partito: deve essere costruita con serietà, programmazione e radicamento nel territorio coinvolgendo la società civile, l’università, gli imprenditori, gli artigiani, i commercianti, il tessuto sociale produttivo in modo inclusivo e aperto”.
Infine la stoccata finale, probabilmente destinata a De Luca e a quello che i più maligni indicano come il terzo sindaco, oltre a Basile e De Luca, Salvo Puccio, onnipresente direttore generale: “Messina merita di più. Merita una classe dirigente che guardi avanti senza condizionamenti e che lavori esclusivamente per il bene della comunità. Messina è dei messinesi”.
