Un successo “Le menzogne della notte”, che inaugura la stagione del Teatro Vittorio Emanuele

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menzogne notte gonciaruk siciliansMESSINA. Un debutto in sordina un anno fa alla Sala Laudamo e adesso l’inaugurazione della nuova stagione del cartellone della Sala Grande del Teatro Vittorio Emanuele. L’attore e regista Daniele Gonciaruk ritorna con le “Le menzogne della notte” di Gesualdo Bufalino, dopo aver trasformato un romanzo complesso in un godibilisso copione teatrale.

Per arrivare al risultato finale sono state necessarie ben quattro stesure e, stando a quanto si è visto ieri sera, ne è valsa la pena.

Come già abbiamo scritto un anno fa, con “Le menzogne della notte” Gonciaruk fa qualcosa che ormai è sempre più raro: lavorare bene sul testo e tirare fuori dagli attori il meglio di sé, senza banali e inutili sovrastrutture, che troppo spesso hanno l’unico scopo di dimostrare l’esistenza del regista e del suo ego, spesso smisurato.

Lo spettacolo, prodotto dall’Ente Teatro Vittorio Emanuele, racconta le ultime ore di quattro patrioti antiborbonici condannati a morte. Su richiesta di un quinto personaggio, il brigante Cirillo, ognuno di loro racconta un momento della propria vita nel quale è stato felice. Tutti, senza eccezione, mentono, nel disperato tentativo di apparire migliori di quanto non siano. A smascherali, uno dopo l’altro, è Cirillo, che all’alba si svelerà per chi è realmente: Consalvo de Ritis, il governatore della prigione nella quale sono rinchiusi. Morirà anche de Ritis, che decide di uccidersi perché ha mentito per indurli alla delazione.

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L’attore e regista Daniele Gonciaruk

Ancora una volta Daniele Gonciaruk si conferma un ottimo attore e regista e un intenso drammaturgo. Più maturi rispetto all’anno scorso gli altri interpreti: Moreno Pio Mondì (il barone Ingafù), Angelo Centorrino (Licciardello), Federico Pandolfino (il Barbiere/il Boia), Eugenio Meo (Narciso Lucifora, lo studente), Sergio Foscarini (Saglimbeni, il poeta) e Alessandro Santoro (Agesilao, il soldato), tutti convincenti e credibili.

Belle e d’effetto le scene curate dal laboratorio di scenografia del Liceo Artistico “Basile” di Messina, seguito dai docenti Antonio Ciancio, Patrizia Donato, Carmelo Geraci. Si replica fino a domenica 18 ottobre, con la speranza, ancora una volta, che lo spettacolo sia fatto circuitare in altri teatri.

Note dolenti. Le maschere che non impediscono l’accesso in sala a spettacolo iniziato dirottando i ritardatari in seconda galleria come si faceva una volta, gli imbecilli che invece di seguire lo spettacolo controllano il cellulare di continuo, i mitomani che si credono la versione 2.0 di Robert Capa e disturbano facendo foto con il telefonino mentre le maschere ignorano il problema invece di intervenire, i cafoni che pensano di essere troppo importanti per spegnere lo smartphone così da deliziare i presenti con il trillo delle suonerie, i minus habentes in platea che invece di seguire la commedia hanno disturbato con il loro continuo chiacchiericcio.

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Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.