Amministrative 2026, la margherita di Sud chiama Nord perde petali anche all’ARS?

MESSINA. Squadra che vince non si cambia. Fino a quando vince ovviamente. Diversamente, ci si guarda intorno e si sceglie.
La squadra di Cateno De Luca all’ARS (tre deputati con Sud chiama Nord in tutto, lui compreso, da 8 che erano nel settembre del 2022 quando furono eletti) ormai è in un clima da si salvi chi può.

Rumors sempre più insistenti danno in uscita Matteo Sciotto, sindaco di Santa Lucia del Mela. Qualcuno si allarga e parla anche di Francesco Gallo, deputato alla Camera, l’unico che è rimasto a De Luca a livello nazionale, dopo che anche la senatrice Dafne Musolino lo ha mollato ed è passata con Italia Viva.
Una partita tutta da giocare quella di Gallo, visto che è solo grazie alla sua presenza a Montecitorio che il partito di De Luca può contare sul 2 per mille dell’IRPEF. Se Gallo dovesse andarsene, per Sud chiama Nord sarebbero dolori e un bel po’ di entrate in meno ed è quindi plausibile che il braccio di ferro, se davvero dovesse esserci, si giocherebbe ad armi pari.
Tornando all’ARS, dopo la vittoria del settembre 2022 con sette deputati e scanno che gli è toccato di diritto in quanto secondo arrivato nella corsa per Palazzo d’Orleans che vide trionfare Renato Schifani, De Luca ha dovuto mandare giù i rospi degli abbandoni dei parlamentari Salvatore Geraci (passato alla Lega, diventandone anche il capogruppo nel 2024), Ismaele La Vardera (transitato nel Gruppo Misto e fondatore del movimento Controcorrente), Ludovico Balsamo (che ha scelto l’MPA) e Santo Primavera (anche lui MPA, votato nella lista di De Luca e arrivato all’ARS dopo la decadenza di Davide Vasta e lo scontro vittorioso a suon di carta bollata su Salvatore Giuffrida).
Un discorso a parte quello del messinese Alessandro De Leo, espulso perché disallineato ai diktat di De Luca, che prima è entrato nel Gruppo Misto e poi è transitato con Forza Italia.
Adesso, come detto, il gruppo Sud chiama Nord è composto solo da tre deputati: oltre allo stesso De Luca e Sciotto, il fedelissimo Pippo Lombardo, sindaco di Roccalumera. Dettaglio da non trascurare è la norma prevede che i gruppi parlamentari dell’Assemblea Regionale Siciliana siano formati da almeno quattro deputati, sotto questo numero si passa obbligatoriamente al Gruppo Misto.
De Luca ha ottenuto una deroga dal presidente dell’ARS Gaetano Galvagno (FdI), che però difficilmente potrebbe fare il bis con appena due deputati, anche alla luce dei rapporti non più idilliaci come al tempo dello strappo alla regola. Un’altra gatta da pelare per De Luca, con la partita delle dimissioni della Giunta Basile a Messina ancora in ballo e con il pasticcio dei ritardi nella spesa dei finanziamenti.

