Distruzione intercettazioni Napolitano, Sgarbi: “Un modo per mortificarlo”

Giorgio-Napolitano-783x1024“Un modo per mortificare Napolitano”. Così Vittorio Sgarbi, rispondendo ai giornalisti a Palermo in merito alla decisione di distruggere le intercettazioni  tra Mancino e il presidente della Repubblica.

E ancora: “Un modo per dire che è stato prepotente e garante della trattativa Stato-mafia. Ma questa frase di Salvatore Borsellino è indegna e falsa. Basta leggere quello che dicono i magistrati dell'accusa: non c'era nulla di utile al processo e l'hanno esclusa”.

È un fiume in piena Sgarbi. “Una persona che mi ha raccontato il contenuto delle intercettazioni di Napolitano mi ha detto che c'erano degli insulti personali -ha aggiunto.

Ma sul piano dell'opinione di Napolitano su Ingroia e Di Matteo, avendoli distrutti (Cossiga li avrebbe fatti sentire) allora è dovuto passare per complice di chissà quale indicibile accordo.

Su questa sceneggiata è stato inventato un interrogatorio. È stato un atto di sfregio perché i nastri sono stati distrutti. Un magistrato onesto non può farlo. Diventa giustizia-spettacolo che serve al film della Guzzanti, serve cioè a deviare i cittadini facendo credere che Napolitano ha avuto qualche responsabilità in trattative che non ci sono state”.

E nel caso in cui ci siano state davvero delle trattative tra Stato e magia, Sgarbi comunque le definisce “ragioni di Stato” che sicuramente non hanno coinvolto il presidente della Repubblica, visto che “i giudici dicono che quei nastri non hanno niente di utile al processo”.

Da presidente a presidente, Sgarbi ne ha per tutti, anche per Rosario Crocetta. Il presidente della Regione Sicilia è definito “un turista della politica. (il sindaco di Palermo, ndr) invece è un professionista. Conosco Crocetta da quando a Gela era consigliere di minoranza dei Verdi. Siamo amici dagli anni in cui lui era un consigliere ruspante un po' gay, naif.

Poi ci siamo ritrovati per la questione dell'eolico e spero faccia qualcosa contro le pale eoliche che distruggono il paesaggio“. Lapidario anche sulla chiusura durante la fine settimana dei musei siciliani: “E' una mancanza di visione che rischia di essere per Crocetta più grave di altre cose non capire che la cultura chiama. Ma lui è un poeta”.

Elio Granlombardo

Ama visceralmente la Sicilia e non si rassegna alla politica calata dall’alto. La “sua” politica è quella con la “P” maiuscola e non permette a nessuno di dimenticarlo. Per Sicilians segue l'agorà messinese, ma di tanto in tanto si spinge fino a Palermo per seguire le vicende regionali di un settore sempre più incomprensibile e ripiegato su se stesso. Non sopporta di essere fotografato e, neanche a dirlo, il suo libro preferito è “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini.

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