Per Messina l’aumento dell’Imu, per i dirigenti quasi 2 milioni

palazzozancaOltre 1 milione 800 mila euro da dividere in 24. Laddove i 24 sono i massimi dirigenti del Comune di Messina. Che oltre ad incassare stipendi da favola e a non lesinarsi incarichi esterni, ma di questo parleremo tra un po’, non esitano ad incassare anche un premio per i risultati raggiunti. Quali siano i risultati visto come vanno avanti le cose in Comune è ancora da capire. In ogni caso, la determina è dei primi di ed è firmata dal neo Capo di Gabinetto Antonino Cama, che è anche dirigente del Personale. Molto pomposamente, la cassa dalla quale si attingerà questa somma è definita Fondo Retribuzione di Posizione e Risultato. 

Che tradotto per i non addetti ai lavori, significa che i 24 dirigenti di cui sopra, oltre ad incassare lauti stipendi che al lordo vanno dai 193 mila del Segretario Generale Santi Alligo ai 77 mila di Riccardo Pagano, possono contare anche su incarichi esterni, come vedremo, e su un’ulteriore quota che è determinata dalla posizione che si occupa e dagli obiettivi raggiunti, per i quali si prevede almeno il 15% per cento dello stipendio percepito.

Tutto lecito se la macchina di Palazzo Zanca funzionasse a dovere e se gli obiettivi fossero determinati all’inizio dell’anno come avviene in tutte le città normali. Categoria nella quale non rientra Messina, visto che da anni la Giunta non ha mai fissato gli obiettivi che i singoli Dipartimenti (e quindi chi li dirige) devono raggiungere prima di settembre, ottobre.

Vale a dire: vediamo cosa hai fatto finora, così ti taro gli obiettivi da raggiungere su quello che hai già fatto e non su quello che avresti dovuto fare. La legge prevede anche la contrattazione tra il sindaco ed i dirigenti, ma i sindacati non ne sanno nulla. L’atto passa dalla Giunta senza contrattazione e amen.

Un gioco da ragazzi, che dal 1999 costa sempre di più alle casse esauste del Comune. E se il 2011 è già stato quantificato in oltre un milione 800 mila euro, degli obiettivi da raggiungere per il 2012 (e quindi delle quote che spetteranno ai dirigenti) ancora non si hanno notizie. Da vedere se quello che resta della Giunta Buzzanca li fisserà prima di lasciare Palazzo Zanca o se dovrà provvedere il commissario straordinario Luigi Croce, che a giorni si insedierà.

Da notare che tra i beneficiari di questo provvedimento ci sono anche il Ragioniere Generale Ferdinando Coglitore (120.319 euro l’anno) ed il dirigente del Dipartimento entrate Giovanni Di Leo (96.219 euro l’anno). Sì, proprio la coppia di diligenti amministratori che alcuni giorni fa ha proposto di risolvere i problemi economici del Comune di Messina aumentando l’Imu, fino ad oggi fissato su parametri nazionali, scatenando le reazioni indignate della città.

In momenti di crisi, si sa, tutti devono contribuire e devono tirare la cinghia. Come sempre però, ci sono le eccezioni. Che in questo caso riguardano proprio i due paladini del risanamento. Che pur ritenendo indispensabili ulteriori sacrifici ai messinesi, non esitano però ad incassare insieme ai loro colleghi, e qui veniamo a quanto anticipato all’inizio dell’articolo, anche altre somme per consulenze sia interne che esterne al Comune.

Verificare è facilissimo. Basta andare su www.comune.messina.it e cercare bene alla voce report dipendenti. Spulciando bene nel documento del 2010 tra nomi noti e meno noti, si vede per esempio che il Segretario Generale Santi Alligo, oltre a portarsi a casa quel ben di Dio che si sa tra stipendio e Fondo Retribuzione di Posizione e Risultato, solo per avere presieduto la Commissione per la Gara del tra il 25 maggio ed il 20 luglio 2009 può contare anche su altri 19.976,70 euro, oltre ad un’altra manciata di migliaia di euro (più

o meno 4 mila) per essere stato presente in altre commissioni. Da precisare, che la stessa somma risulta pagata anche nel 2011.

L’ormai pensionato Carmelo Altomonte, anche lui tra i magnifici 24, per aver partecipato a 16 commissioni ha avuto quasi 13 mila euro, mentre Antonio Amato ha messo insieme una ventina di incarichi tra commissioni e RUP ed ha già incassato 32.309,37 euro. A Maria Canale sono arrivati oltre 6 mila 500 euro, a Natale Castronovo poco più di 6 mila, al Ragioniere Generale Coglitore oltre 5 mila. Giovanni Di Leo come Segretario di Casa Pia e revisore dei conti in un istituto scolastico ha diritto rispettivamente a 16.800 euro per il primo incarico e ad altri 1904,78 per il secondo (somme che incasserà nel 2011), mentre la presenza in una commissione gli frutterà 808,92 euro. Nel 2010 Domenico Manna, tra commissioni, RUP ed altri incarichi ha messo insieme 28,233,26 euro, invece a Giuseppe Mauro le commissioni hanno fruttato 12.133,84 euro.

All’ex Capo di Gabinetto Antonio Ruggeri, unico funzionario nominato dirigente a contratto, la mansione di RUP ha portato 5.815,50 euro. Nulla rispetto agli emolumenti previsti per la dirigenza nell’ufficio del sindaco e per la presidenza dell’ATO3, ma sempre qualcosa sono. 

E veniamo al 2011. Ad Alligo sono spettati come commissario liquidatore dell’Ente Teatro 1.500 euro, oltre ai 19 mila e rotti che però risultano incassati l’anno precedente. Ed è nel 2011 che spunta una delle stranezze più evidenti: nel prospetto pubblicato, spesso e volentieri invece dei dettagli dell’incarico assegnato risulta la nota altre tipologie. Così è per Alligo (24.445,23) e per Domenico Manna (5 mila più altri 5 mila 600). Mario Pizzino, anche lui rientra nella categoria altre tipologie, tra somme incassate e da incassare ha messo insieme 44.368,19 euro. Altre tipologie anche per Antonio Amato (16.198,20 euro), per il Ragioniere Generale Coglitore (21.500,34 euro) più altri 775 come Revisore dei Conti in un istituto, mentre Giovanni Di Leo ha finalmente incassato i 16.800 euro che gli spettavano come segretario di Casa Pia.

Clara Crocè, segretario generale FP Cgil
A giugno Clara Crocè, segretario della FP Cgil di Messina, aveva questa scandalosa situazione, sottolineando come gli impiegati aspettino ancora il salario accessorio (la determina è stata firmata un paio di settimane dopo) mentre i dirigenti, anche quelli che devono restituire somme che non competevano loro, vanno avanti come se nulla fosse tra premi e indennità.

“Più volte -sottolinea Crocè- abbiamo rappresentato lo squilibrio tra dirigenti e personale. È ovvio che sugli stipendi non si può tornare indietro, ma se si chiedono sacrifici ai cittadini quando a breve si rinnoverà il contratto dei dirigenti ci sarà molto da discutere. Per quanto riguarda le consulenze, verificheremo come stanno le cose ed i criteri che determinano questi compensi. In merito poi agli obiettivi, da anni chiediamo di conoscerli per tempo, ma si arriva a fine anno senza sapere alcunché. La verità è che non approvano i bilanci in tempo e quindi non si può organizzare il lavoro. Abbiamo tentato di capire quali obiettivi avesse l’amministrazione (e quindi i dirigenti), ma non è mai stato fatto. Non sappiamo neanche come si verifichino i risultati raggiunti. Anche in questo caso abbiamo presentato una richiesta ma non abbiamo avuto alcuna risposta”.  

I dirigenti della Delegazione Trattante Giovanni Bruno, Giovanni Di Leo, Calogero Ferlisi, Giuseppe Mauro e Letteria Pollicino l’hanno presa davvero male e in una nota hanno giudicato “immotivato e fuorviante l’attacco della Cgil”, alla quale, visto che a livello nazionale ha firmato il contratto dei dirigenti, rinfacciano che “l’atteggiamento assunto è oscuro, tenuto conto che la classe dirigente è sempre stata vicina, attenta e sensibile alle giuste aspettative di tutto il personale”.

 

Sarà. In ogni caso, visto che a breve si discuterà a livello locale il rinnovo del contratto dei dirigenti, la resa dei conti è vicina. 

Un pensiero su “Per Messina l’aumento dell’Imu, per i dirigenti quasi 2 milioni

  • 16 Settembre 2012 in 22:07
    Permalink

    Ma come mai il Comune di Messina non ha ancora approvato il Bilancio Preventivo 2012? Ma i Revisori dei conti che dicono?

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