#Messina. Sì dell’aula al Consuntivo 2013 e il PD si spacca

bilancioUn Bilancio Consuntivo 2013 portato in Aula e fatto approvare a rotta di collo a dicembre. Non male per un’amministrazione che in campagna elettorale, quando ancora c’erano loro e gli altri, prometteva a ogni pie’ sospinto che avrebbe rispettato regole e, soprattutto, scadenze.

Il documento economico-finanziario è stato approvato nonostante non si sia rispettata la metà dei parametri previsti e il parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti pieno di rilievi e raccomandazioni.

A votare sì e dare pieno sostegno all’Amministrazione Accorinti i consiglieri Carlo Abbate, Elvira Amata, Nino Interdonato, Rita La Paglia e Santi Sorrenti (DR), Piero Adamo e Fabrizio Sottile (SiAmo Messina), Pio Amadeo (Articolo 4), Claudio Cardile, Francesco Pagano, Donatella Sindoni e Nicola Cucinotta (PD), Giovanna Crifò, Pippo Trischitta e Pierluigi Parisi (Forza Italia), Lucy Fenech e Ivana Risitano (CMdB), Franco Mondello, Mariella Perrone e  Mario Rizzo (UDC), Daniele Faranda e Nicola Crisafi (NCD) e Nora Scuderi (Il Megafono).

Astenuti la presidente del Consiglio  Emilia Barrile, Paolo David, Giuseppe Santalco e Benedetto Vaccarino (PD), Pippo De Leo e Angelo Burrascano (Il Megafono). Libero Gioveni (UDC) e Gino Sturniolo (Gruppo Misto). Bocciatura senza appello da Simona Contestabile (PD) e Nina Lo Presti e Antonella Russo (Gruppo Misto).

I dati evidenti sono la spaccatura del Partito Democratico, dove ormai non si sa più chi tenga il mano il timone e si naviga a vista e il coraggio di Gioveni, che da solo si è opposto ai diktat dall’alto e si è rifiutato di appoggiare l’amministrazione Accorinti, che senza il partito di D’Alia avrebbe seri problemi di sopravvivenza.

“Ci hanno presentato 2 Consuntivi con due diverse delibere -dichiara Nina Lo Presti- e tutto ciò è illegittimo. Il parere con il quale il segretario generale Antonio Le Donne lo ha consentito è inaccettabile. Per non parlare del fatto che il decreto di nomina del commissario ad acta inviato da Palermo il 9 settembre scorso gli dava tempo 60 giorni per espletare il suo mandato e cioè far approvare il Consuntivo 2013. Per legge, deve aver presentato una relazione alla Segreteria Generale del Dipartimento Regionale alla fine di questo periodo di tempo e sarà divertente leggerla e capire come mai non abbia rispettato i tempi”.

A guardare bene il

Consuntivo, è evidente che l’amministrazione Accorinti non ha sicuramente rispettato 4 parametri su 10. Ma se a questi si aggiunge il sesto, quello relativo alle società partecipate, si arriva a un 50% secco.

“Non hanno considerato le spese per il personale delle partecipate un costo fisso -chiosa la Lo Presti- nonostante  la Corte dei Conti, come nel caso del Comune di Napoli, giusto per fare un esempio, la pensi diversamente. Ma la verità è che il parametro 6 è stato violato e che il Comune di Messina è in deficit strutturale e questo significa che il Piano di Riequilibrio salta in automatico.

La legge prevede che l’ente vada in deficit se per le spese del personale superi il 38% della spesa complessiva. Il vicesindaco Guido Signorino non ha inserito i costi dei dipendenti di ATM, Messinambiente, ATO 3 e AMAM e così questa voce si ferma al 30,11%. Il Collegio dei Revisori dei Conti invece sì e l’ha quantificata nel 47,72% del totale. Quindi, quello dell’amministrazione Accorinti è un errore voluto, perché se no salterebbe il Piano di Riequilibrio”.

In Aula il clima era piuttosto pesante. Il gruppo di Forza Italia ha persino tentato di far passare il principio o lo votiamo tutti o ce ne andiamo a casa, fallendo, come si vede dai voti, l’obiettivo. Era infatti evidente che all’interno dei gruppi si capiva che c’era chi il Consuntivo non intendeva proprio votarlo. E così ci sono stati un paio di divertenti siparietti, con Forza Italia che ha abbandonato l’aula, la Amata che è uscita dando voce al proprio disappunto e a poco a poco l’Aula si è svuotata.

Poi si sono fatti due conti, hanno capito che c’era il rischio concreto di perdere la poltrona, conta interna e via, tutti dentro a votare. “C’è un elemento contraddittorio –spiega Sturniolo– che ho sottolineato nel mio intervento. Il parere dei Revisori dei Conti dichiara il Comune di Messina “ente in deficit strutturale” in quanto 5 dei 10 parametri sono violati. Approvando il Consuntivo 2013, il Consiglio sposa nei fatti il giudizio dell’amministrazione sul parametro 6. Il certificato che è redatto dopo l’approvazione deve portare anche la firma dei Revisori dei Conti, che adesso si troveranno in difficoltà. Si tratta di un elemento importante, perché se fosse vero quanto dicono, il Comune non avrebbe neanche potuto presentare il Piano di Riequilibrio e il dissesto sarebbe inevitabile”.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.

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