Isole Eolie, aumentano le tariffe dei trasporti con la Siremar: la rabbia dei residenti

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Sansovino nave Siremar Sicilians
Foto d’archivio

Figli di un dio minore. È così che si sentono gli abitanti delle Isole Eolie dopo l’annuncio dell’ennesimo aumento dei costi dei trasporti che sono di competenza  nazionale. Da lunedì prossimo entrerà in vigore il nuovo tariffario relativo ai collegamenti marittimi per le isole minori siciliane gestiti nell’ambito della convenzione statale dalla Siremar, che prevede un aumento del 18% dei biglietti, senza alcuna agevolazione per i residenti o per le merci trasportate.

“Leggiamo che c’è chi si preoccupa perché i turisti pagheranno i biglietti pochi euro in più, ma quello che dovremo pagare noi non interessa a nessuno?” commenta arrabbiato un liparese.

Mediamente, l‘insularità costa agli eoliani il 25-30% in più su qualsiasi merce: dalla benzina al gasolio, dalle derrate alimentari agli elettrodomestici, dall’abbigliamento ai mobili. L’aumento delle tariffe Siremar, di competenza del governo nazionale e non di quello regionale, che invece garantisce una copertura dei costi intorno all’80%, comporterà ulteriori aumenti che supereranno il 3%.

Ai costi della merce, infatti, si devono aggiungere quelli del trasporto su nave, che tra carburante e spese vive, tra cui quello del conducente, superano i 2.500 euro tra andata e ritorno. La mancata copertura da parte del Governo nazionale degli esborsi cui va incontro la società armatoriale dopo l’innalzamento dei prezzi del gasolio, hanno costretto la Siremar a ritoccare le tariffe. Ritocco che, spiegano gli armatori, consentirà “soltanto di compensare parzialmente i maggiori oneri sostenuti e di garantire la continuità del servizio pubblico di collegamento marittimo con le comunità insulari”.

Da anni gli eoliani invocano una legge speciale che tuteli i costi dei beni di prima necessità, senza obbligarli a pagare mediamente un terzo in più per qualsiasi cosa. Richiesta che al momento è ancora inascoltata, mentre i residenti continuano a subire sulla propria pelle i costi dell’insularità.

 

 

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Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.