Barcellona Pozzo di Gotto, sventato un tentativo di introdurre droga in carcere: arrestato un infermiere

★ Aggiungici alle Fonti preferite di Google

inbound1053915623204652799Un’operazione della Polizia Penitenziaria ha consentito di sventare un presunto tentativo di introduzione di sostanze stupefacenti all’interno della Casa circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto. Un infermiere di 61 anni, è stato arrestato in flagranza con l’ipotesi di reato legata agli stupefacenti e alla corruzione.
L’intervento è scattato grazie all’attenzione e alla prontezza operativa di un agente della Polizia Penitenziaria, in servizio presso l’istituto, che avrebbe individuato una situazione sospetta mentre l’operatore sanitario si accingeva a fare ingresso nella struttura carceraria.
I controlli immediati hanno permesso di sorprendere l’uomo in possesso di un quantitativo di cocaina e hashish che, secondo i primi accertamenti investigativi, sarebbe stato destinato a un detenuto.

L’attività investigativa è proseguita con ulteriori accertamenti e con una perquisizione presso l’abitazione dell’indagato. Nel corso delle operazioni, gli agenti avrebbero rinvenuto altri quantitativi di sostanze stupefacenti, denaro contante ed elementi ritenuti utili per ricostruire la vicenda.
Tra gli aspetti al vaglio degli investigatori figura anche l’ipotesi che l’uomo abbia ricevuto denaro da un terzo soggetto in cambio della disponibilità a introdurre la droga all’interno del carcere. Un elemento che potrebbe contribuire a chiarire l’esistenza di un eventuale canale di approvvigionamento destinato alla popolazione detenuta.
Le indagini sono state condotte dalla Polizia Giudiziaria sotto il coordinamento della Procura della Repubblica diretta dal Procuratore Giuseppe Verzera, con il coinvolgimento del pubblico ministero Veronica De Toni. L’arrestato è stato successivamente messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Nel comunicato diffuso dal Reparto di Polizia Penitenziaria della Casa circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto viene sottolineata la professionalità del personale intervenuto e l’importanza della collaborazione con la magistratura.
L’operazione viene presentata come un esempio dell’attività di prevenzione e contrasto ai traffici illeciti all’interno degli istituti penitenziari, dove la vigilanza non riguarda soltanto la sicurezza interna, ma anche i tentativi di introdurre sostanze e materiali vietati attraverso persone autorizzate ad accedere alla struttura.
Determinante, secondo quanto riferito, sarebbe stata la capacità dell’agente di individuare tempestivamente la situazione sospetta, consentendo di intervenire prima che la sostanza stupefacente potesse raggiungere la destinazione ipotizzata dagli investigatori.

Gli accertamenti proseguono per verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone e ricostruire nel dettaglio le modalità con cui la droga sarebbe dovuta arrivare ai detenuti.
La vicenda resta ora al vaglio dell’autorità giudiziaria. Le responsabilità dell’indagato dovranno essere accertate nelle sedi competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.