Il Washington Post svela i piani di Putin sulla Repubblica Moldava

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Maia Sandu, presidente Repubblica Moldova

WASHINGTON. Mosca vuol portare Chisinau sotto il proprio raggio d’azione. Il Washington Post ha visionato alcuni documenti riservati delle intelligence moldava, ucraina e occidentali. Ilan Shor, implicato nello scandalo di una frode bancaria da un miliardo di dollari, è stato messo sotto sanzioni dagli Stati Uniti con l’accusa di aver partecipato al piano segreto di Putin per rovesciare il Governo della Repubblica Moldava. Il partito di Shor, che prende il suo nome, nelle elezioni del 2021 ha fatto una pessima figura ottenendo appena il 5,7% dei voti. L’infiltrato del Cremlino, uomo del servizio di sicurezza federale russo, è nel mirino degli USA, che hanno deciso di imporgli sanzioni, insieme ad altri russi e moldavi.

Alla base delle misure restrittive, prosegue il WP, i rilievi delle intelligence. Shor, si legge sui documenti visionati dal quotidiano statunitense, si stava “coordinando con i rappresentanti di altri oligarchi per creare disordini politici in Moldavia” e aveva “ricevuto il sostegno russo”, oltre a lavorare a giugno “con entità con sede a Mosca” per compromettere la candidatura della Moldavia a entrare nell’Unione Europea.

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Nicu Popescu, ministro degli Esteri e dell’integrazione europea

Lo scopo

era quello di destabilizzare e fare cadere l’esecutivo della presidente Maia Sandu, distruggere tutti i suoi successi e del Governo moldavo nella internazionale e interna, allontanare la Repubblica Moldava dalla UE e sostituirla con personaggi vicini a Mosca. Un’integrazione congelata a causa del conflitto in corso contro l’Ucraina, che la Moldavia temesse potesse sforare anche sul suolo nazionale se i russi avessero conquistato la vicina Odessa. Uno scenario che, almeno al momento, non si è verificato.

A segnare la totale dipendenza di Chisinau dalla Russia è il gas. Da qualche giorno Gazprom ha tagliato le forniture del gas del 30% e le bombe sulle centrali elettriche ucraine hanno costretto la Moldavia ad acquistare il 30% del fabbisogno di elettrica dalla Romania, che prima della guerra recuperava dall’Ucraina. Qualche problema c’è  anche per il restante 70%,  visto che proviene dalla quella piccola striscia di terra chiamata Transnistria, una striscia di terra controllata dai russi.

Shor ha dichiarato che la colpa della crisi economica è del Governo perché si è schierato dalla parte dell’Europa, che bisogna mantenere buone relazioni con Putin per ottenere normali prezzi del gas. Nel frattempo, su mandato del Procuratore Generale, 24 persone sono state arrestate per corruzione, per aver pagato i partecipanti alle manifestazioni antigovernative sequestrando loro valigie con più di 180 mila dollari.