Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

I lavoratori dell’ATM hanno occupato la sede di via La Farina

I lavoratori ATM durante il presidio di ottobre a Palazzo Zanca

Da questa mattina alle 7 sono asserragliati dentro la sede dell’ATM. Quattro lavoratori (Giacoma Bonfiglio, Pina Torre, Giovanni Burgio e Paolo Frigione) hanno occupato tutto il secondo piano, quello utilizzato dagli uffici del Comune che però non si è mai sognato di pagare l’affitto, e la metà del terzo piano.

L’incontro di ieri con i direttore generale Claudio Conte e la sua ammissione, fatta mettere a verbale, che non ci sono soldi per pagare gli stipendi arretrati e la tredicesima già maturata, ha dato il colpo di grazia alla situazione.

“”Anche se non ci pagano abbiamo lavorato lo stesso -dichiara Giacoma Bonfiglio, protagonista della protesta di ottobre a Palazzo Zanca- facciamo volontariato perché ci rendiamo conto che la città non può esser privata dei pochi autobus che ancora funzionano. La risposta è l’indifferenza del commissario Luigi Croce e l’esasperazione dei cittadini lasciati a piedi, non certo per volontà nostra. Due sere fa una nostra collega è stata picchiata ed è dovuta andare in ospedale. Dopo un’intera giornata di vuoto il 10 è stato mandato a Zafferia nel tardo pomeriggio e quando è arrivato la gente inferocita prima ha inveito e poi ha picchiato la nostra collega Loredana Frisone. Il primo contatto tra gli utenti e l’azienda è con noi autisti, ma non possiamo pagare noi per l’incapacità degli altri”.

“La cosa peggiore è l’indifferenza dentro e fuori Palazzo Zanca con la quale il commissario Croce sta affrontando la vicenda dell’Azienda Trasporti -commenta Giovanni Burgio. ieri c’è stata una riunione con i segretari confederali, ma si è parlato solo di Casa Serena, l’ATM è come se non esistesse. Non vogliamo scatenare guerre tra poveri, ma i soldi per pagare lo stipendio di novembre ai dipendenti del Comune Croce li ha trovati e parliamo di 5 milioni e mezzo di euro. I 2 milioni 900 mila euro per ATO3 e Messinambiente alla fine sono arrivati. Noi siamo fermi al 50% dello stipendio di settembre e nessuno è in grado di dirci cosa vogliono fare di questa a zienda. Se pensano di liquidarla o di rilanciarla. Noi e le nostre famiglie passeremo un pessimo Natale, tra bollette scadute, mutui da pagare e la più totale incertezza su quello che ci aspetta”.

Poco dopo le 8.30 è arrivata la Digos per la solita manfrina del riconoscimento dei lavoratori che occupano, con il solito corredo di denunce. Come se i responsabili dell’occupazione fossero i 4 lavoratori che da questa mattina sono asserragliati dentro la sede. I veri responsabili sono fuori, probabilmente non hanno mai preso un autobus in vita loro e non sanno cosa vuol dire dovere fare i conti con un trasporto pubblico che non funziona, con ritardi su ritardi accumulati per lavorare, andare a scuola o sbrigare le più elementari incombenze.

“Natale è alle porte e ci sono 598 lavoratori che sono fermi alla metà dello stipendio di settembre -sbotta Michele Barresi, responsabile del settore Trasporti dell’Orsa. E’ ovvio che la gente sbrocca. La situazione è incontrollabile e dopo le dichiarazioni di Conte di ieri lo è ancora di più e si andrà sempre peggio. Speriamo che il commissario straordinario dell’ATM Santi Alligo almeno questa mattina si faccia vedere e ci dica qualcosa rispetto al milione 300 mila euro che dovrebbe essere versato all’azienda e del quale non c’è ancora traccia”.

Lanciamo una proposta all’amministrazione che si insedierà in primavera: per sedersi sulle poltrone dell’ATM sarà obbligatorio girare esclusivamente in autobus e tram per tutta la durata del mandato, pena la decadenza. Ovviamente è un sogno impossibile, ma c’è da scommettere che il trasporto pubblico inizierebbe a funzionare davvero.