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Fini a Palazzo Zanca nel ricordo di piazza Cairoli

Le folle oceaniche da 15 mila persone a piazza Cairoli con i colonnelli di città e provincia impettiti accanto a lui sono solo un ricordo. Quello di questa mattina è stato un incontro per pochi intimi, in un Salone delle Bandiere con parecchi posti liberi.

Però la novità della campagna elettorale di Gianfranco Fini sono i volantini dotati di un codice Qr code. Una sorta di codice a barre  che consente con la scansione tramite app per cellulare di ottenere on line informazioni sul programma del FLI sui candidati in Sicilia.

Apre le danze con il consueto garbo Fabio Granata, che illustra il programma precisando che l’obiettivo principale è quello di risollevare le sorti della destra nello scenario politico italiano per riconquistare la fiducia dei cittadini.

“In particolare -puntualizza Granata- ci batteremo per la creazione di 50 posti di lavoro in Sicilia”. Questa l’abbiamo già sentita, pensa qualcuno dei presenti, andiamo avanti.

Rilancia Carmelo Briguglio che in poche parole riesce a sintetizzare il motivo che deve spingere il cittadini a votarli: “Abbiano facce pulite -sottolinea convinto- non sfiorate da alcun reato né imputate né

condannate né indagate”.

L’intervento più atteso, ovviamente, è quello di Guinfranco Fini. Spiega il programma politico di FLI e non perde occasioni per punzecchiare e parlare dei rapporti con Berlusconi, sottolineando la sua cacciata da parte dell’ex presidente del Consiglio e polemizzando anche  per l’alleanza con la Lega.

Immancabile arriva anche l’atteso mea culpa: “Il mio più grande sbaglio è stato quello di sciogliere AN per seguire Berlusconi. Un errore capitale”.

Fini prosegue affermando che insieme al Movimento 5 Stelle di Grillo “siamo l’unica novità in questo momento politico. ma è una novità che non è né di centro né moderata. Però abbiamo l’ambizione di essere in grado di presentare riforme in grado di sistemare l’economia italiana”.

Nessuna alleanza a priori quindi. “Prima aspettiamo di vedere se avremo la maggioranza -afferma deciso. se così non dovesse essere, ci siederemo ad un tavolo con chi è disposto a fare proprio il nostro progetto”.

L’incontro con la città si conclude con le domande dei presenti. Inevitabili le contestazioni sugli stipendi dei parlamentari e poi via, a proseguire la campagna elettorale più difficile dai tempi in cui era il delfino di Almirante.

Antonio Tesoro

Avvocato civilista, esperto di diritto delle nuove tecnologie del web, appassionato ed ex praticante di arti marziali, adora la musica e ogni tanto abbraccia una delle sue numerose chitarre. Su Sicilians cura la rubrica Leggi&cavilli, ma non gli dispiacciono le incursioni in altri settori. Raffinato gourmet, disdegna Masterchef Italia e sogna l'edizione statunitense.