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#Catania. Rapinano un negozio, un poliziotto fuori servizio li riconosce

Immagine di repertorio

Venerdì scorso, un poliziotto, libero dal servizio e disarmato, affronta da solo due rapinatori. I malviventi riescono a scappare, ma l’agente riesce a vedere il volto di uno dei due togliendoli il passamontagna e di un terzo complice che li attendeva in auto.

Finiscono in manette il pregiudicato di 27 anni Giuseppe Aurora  e il ventiduenne Salvatore Cosenza. I due catanesi sono ritenuti responsabili, in concorso tra loro e un altro rapinatore in fase di individuazione, dei reati di rapina aggravata, lesioni aggravate, resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

“Intorno alle 19 e 40 dello scorso 16 ottobre – spiegano dalla Questura di Catania – i tre a bordo di una Mercedes classe C si fermano davanti un esercizio commerciale della zona industriale di Misterbianco. E, mentre il conducente resta in auto, gli altri due a volto coperto, uno con un passamontagna e l’altro con maschera di carnevale, entrano nel negozio e con la minaccia di una pistola si fanno consegnare circa 500 euro”.

Intanto, un poliziotto della Squadra Mobile, libero dal servizio e senza arma in dotazione, era appena uscito dal negozio in compagnia della moglie e dei figli. Vista la scena, con un innegabile coraggio, alza le braccia in alto in segno di resa e si posiziona davanti l’uscita del negozio. Ma, appena i rapinatori escono il poliziotto si avventa contro il più alto e

corpulento, oltre 2 metri, che peraltro era armato, nel tentativo di bloccarlo e disarmarlo.

“Ne nasce una violenta colluttazione e l’agente toglie il passamontagna al rapinatore armato. Nel corso della lotta, alla quale prendeva parte anche il secondo rapinatore, il poliziotto è stato colpito alla testa con l’arma e, sebbene ferito e sanguinante, tenta di bloccare la fuga del veicolo, aggrappandosi allo sportello lato guidatore. La ripartenza veloce dell’auto provocava la caduta del poliziotto, che cade sul selciato”.

“Il poliziotto – aggiungono dalla Questura di Catania – è stato trasportato al pronto soccorso dove gli è stata riscontrata una profonda ferita lacero-contusa alla testa, per la quale erano necessari diversi punti di sutura, e altre ferite al corpo”. Sul posto intervengono diversi equipaggi della Squadra Mobile, che avviano le indagini e acquisiscono le immagini della video-sorveglianza del negozio rapinato e di altri della zona.

E proprio grazie ai filmati gli investigatori risalgono alla targa della Mercedes che è stata rintracciata all’alba di sabato 17 ottobre in viale Bummacaro nel popolare quartiere di Librino. Da ulteriori indagini la Polizia ha accertato che l’auto fosse in uso ad Aurora, peraltro riconosciuto dall’agente come l’autista della banda.

Nella serata di sabato, infine, Aurora si è presentato presso gli uffici di Polizia, mentre Cosenza è stato rintracciato nella zona di Monte Po. I due, dopo aver reso piena confessione, sono stati accompagnati presso la casa circondariale piazza Lanza a disposizione dell’Autorità giudiziaria, mentre il terzo complice, dopo ulteriori e vane ricerche, è stato indagato in stato di irreperibilità.

Armando Montalto

Tra la metà dei Novanta e i primi Duemila ha cambiato città, paese e occupazione con la rapidità di un colibrì. Insomma, questo quarantenne messinese, dopo aver fatto consegne a Canal Street, parlato in nome della UE, letto Saramago, tirato sassi sul Canal Saint Martin e bevuto fiumi di birra ha deciso. Tornare a casa, mettere su famiglia e la testa a posto. Oggi si divide tra libri, mare e famiglia. Intanto, prova a scrivere e a raccontare Messina.