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Souvenir de Messina, tra mafia da operetta e turismo

Uno degli obiettivi del sindaco Giuseppe Buzzanca è la trasformazione di Messina da città di passaggio a centro turistico. Non a caso, proprio ieri mattina era stato convocato un incontro dalla IV Commissione consiliare per discutere proprio delle problematiche e del possibile sviluppo del turismo comunale. 

Qualche ora dopo a piazza Duomo, a poche decine di metri dal Municipio, turisti e messinesi hanno avuto l’opportunità di assistere ad una messinscena che ha divertito i primi e fatto indignare i secondi. 

In una piazza gremita di turisti sia italiani che stranieri in attesa di assistere allo spettacolo offerto da quasi ottant’anni a mezzogiorno dall’orologio meccanico, appaiono dal nulla due strani personaggi. Il primo è l’immagine del mafioso classico (vestito chiaro, panama, baffi neri d’ordinanza e garofano rosso all’occhiello), mentre il secondo, con coppola e pistola bene in vista, è il suo tirapiedi. Cammina un passo dietro il presunto boss e ogni tanto tira fuori la pistola, mentre i presenti si danno di gomito e cercano di capire chi siano quei due. 

Quando tutti i personaggi animati dell’orologio completano le loro azioni, ormai siamo verso mezzogiorno e un quarto, si sentono

degli squilli di tromba. Due camerieri di un noto ritrovo sistemano un tavolino un po’ distante dagli altri e sulle note della colonna sonora del “Il padrino” sparata a tutto volume riappare il tirapiedi che apostrofa sbalorditi turisti con un rude “Fusti tu, ah? Fusti tu?”. Arriva anche il mafioso e subito dopo una ragazza ricoperta di lana nera e con in testa un velo, vestita come nelle campagne della Sicilia centrale degli anni Cinquanta, che cammina con gli occhi bassi e dopo un breve giretto si siede con il marito al tavolino. La scenetta va avanti per altri dieci minuti, tra il divertimento dei turisti, che scattano foto indimenticabili che custodiranno gelosamente e faranno vedere compiaciuti agli amici rimasti a casa, e lo sbigottimento e la rabbia dei messinesi presenti, consapevoli di quale immagine Messina stia consegnando all’estero e in altre parti d’Italia. 

Interrogato sulla vicenda, il presidente della Provincia Nanni Ricevuto si limita a dichiarare che è “un’iniziativa come un’altra per attirare turisti, ideata da un imprenditore. Con la quale non sono assolutamente d’accordo, ma che succede anche altrove”. Molto più dura la reazione del sindaco Buzzanca. “Sono esterrefatto -dichiara sconcertato. Ovviamente non ne sapevo nulla. Mi informerò immediatamente e vedrò di saperne di più”. Nel frattempo, centinaia di turisti avranno la possibilità di conservare il ricordo indelebile di una città fondata prima di Roma che fa della mafia uno strumento di attrazione.