Per salvare l’ATM arrivano da Torino i manager sabaudi

Tabellone ATM1
Un tabellone dell'ATM, simbolo di un' che non cambia

Nessun cambiamento epocale, i bus in circolazione sono scesi a 25, gli autisti continuano a rischiare per le reazioni violente di chi aspetta per ore un mezzo che sembra non arrivare mai. A quasi un anno dall’insediamento dell’esecutivo Accorinti, inizia il redde rationem. Anche per l’ATM.

“In realtà non c’è stata quella rivoluzione, soprattutto dal punto di vista organizzativo, che ci aspettavamo -dichiara Michele Barresi, delegato regionale Orsa Trasporti. Nulla è cambiato. Il vecchio malcostume è ancora presente e si continua a ragionare sulla base di antichi schemi. Inspiegabilmente, la linea aziendale continua a essere quella della vecchia guardia. Di fatto, a distanza di quasi un anno dall’insediamento dell’amministrazione Accorinti non vediamo i cambiamenti promessi in campagna elettorale”. 

Per cercare di uscire dal guado si chiamano in soccorso esperti sabaudi e così arriva in città da Torino Giovanni Foti, dirigente della GTT.

Il Comune di Messina ha dato il via a una joint venture con la Gruppo Torinese Trasporti e sarà proprio il neo direttore generale a coordinare il rapporto di collaborazione tra le due partecipate.

Secondo Palazzo Zanca, “la nomina di Foti si inserisce nell’ambito di un più ampio programma di collaborazione e sinergie tra le città metropolitane di Messina e Torino, per favorire lo scambio di esperienze progettuali che possano meglio razionalizzare la gestione dei servizi, specie quelli del Trasporto Pubblico Locale. L’ATM e la GTT di Torino stanno elaborando un protocollo d’intesa finalizzato all’ottimizzazione del servizio del trasporto pubblico della città di Messina con il supporto e la consulenza del Gruppo Torinese Trasporti, che fornirà il proprio contributo in termini di tecnologie, infomobilità, funzionamento”.

Stamane Foti sarà presentato ufficialmente

alla città e  con lui  c’è anche il responsabile divisione MetroFerro-GTT Gian Piero Fantini. La linea tramviaria di Torino è analoga a quella di Messina, così come i problemi, a partire dai quelli relativi ai pezzi di ricambio e alla gestione della manutenzione dei mezzi in generale.

A dispetto delle buone intenzioni , il breve periodo in cui circolavano oltre 40 autobus (in una città che comunque è di 240 mila abitanti) è ormai alle spalle. Attualmente Messina può contare solo su una media di 25 bus e cinque, sei tram e, come ha denunciato l’Orsa, ci sono giorni che i mezzi su strada sono solo 18.

E al di là degli ambiziosi progetti futuri che discenderanno dalla collaborazione con la GTT, sanati per il momento quelli inerenti il pagamento degli stipendi ai lavoratori (per anni pagati con mesi  e mesi di ritardo) i nodi dei rapporti con la Regione Sicilia sono ben lontani dall’essere stati sciolti.

Dei 4 milioni di euro promessi l’anno scorso per pagare i chilometri effettuati nel 2013 e nei primi mesi del 2014 devono ancora arrivare un milione 300 mila euro e non ci sono certezze di alcun genere.

Il vero problema che dovrà affrontare il neo direttore generale Foti è quello della presunta truffa alla Regione Sicilia in merito al chilometraggio degli anni compresi tra il 2003 e il 200.

Sul banco degli imputati l’ex direttore generale Claudio Conte insieme a Salvatore Zaccone (responsabile delle manutenzioni) e ai sindacalisti Uil Salvatore Orlando, (responsabile dell’Esercizio Gommato), Giuseppe Lisa (coordinatore di esercizio) e Giuseppe Lampi (responsabile dell’ufficio paghe), che il 18 novembre 2011 finirono ai domiciliari.

Secondo la perizia depositata in tribunale, l’ATM avrebbe gonfiato i calcoli sui chilometri realmente effettuati e avrebbe incassato oltre 17 milioni di euro in più. Somma che la Regione pretende sia restituita.

Inspiegabilmente, l’ Trasporti di Messina non si costituì parte civile e così,  se gli imputati dovessero essere riconosciuti colpevoli, sarà l’ATM a pagare per loro.

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