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Partecipate Regione, pronti i tagli

Giunge a conclusione l’iter per la riduzione ed il riordino delle societa’partecipate dalla Regione Siciliana. Dopo la proposta del Governo ed il parere della commissione Bilancio dell’Ars e’ stato emanato il decreto di riassetto dall’assessore per l’Economia, Gaetano Armao.
Il piano di riordino (vedi slides allegate, che saranno inviate via email) riduce a 14 le societa’ a totale o prevalente
partecipazione regionale (la proposta Governativa ne prevedeva 11, poi incrementate dal parere della Commissione). Si tratta di una vera e propria raccolta delle regole speciali alle quali debbono soggiacere le societa’ regionali, che raccoglie anche quanto dettato in precedenza con leggi, direttive e circolari, contemplando anche gli orientamenti della giurisprudenza comunitaria, amministrativa e contabile in merito.
Per quanto riguarda i compensi degli organi di amministrazione e di controllo il decreto richiama la riduzione al tetto dei 50.000 euro per ciascun componente degli organi di amministrazione e di 25.000 euro per ciascun componente degli organi di vigilanza e controllo e dei comitati di sorveglianza. “Si volta pagina, disboscando un settore che sembrava pietrificato, riducendo le societa’ regionali, puntando alla trasparenza ed al contenimento dei costi per un settore regionale – afferma l’assessore regionale per l’Economia, Gaetano Armao -che si e’ connotato nello scorso decennio per una crescita indiscriminata di organismi, dipendenti e perdite; per troppe disfunzioni e diseconomie alle quali si pone fine con una complessa opera di razionalizzazione. Abbiamo non solo anticipato
le manovre statali di stabilita’, col decreto diamo un quadro articolato delle regole da rispettare e si forniscono al socio Regione strumenti piu’ moderni per esercitare un controllo concomitante ed efficace che possa ottimizzare i risultati. Ma anche regole volte a contenere costi e compensi e ad estendere regole pubblicistiche trasparenti per personale e contratti, strumenti antimafia ed antiracket. Un grande passo e’ stato fatto. Penso sia necessario tuttavia proporre una riduzione ulteriore che consenta un contenimento ancor piu” drastico dei costi gia’ con la prossima finanziaria”.
Per i relativi adempimenti organizzativi e funzionali le societa’ dovranno – entro 90 giorni, compatibilmente con eventuali patti parasociali sottoscritti con altri soci minoritari – adeguare i propri statuti alla normativa vigente nonche’ ad alcune specifiche disposizioni le piu’ importanti delle quali sono: prevedere quale giusta causa di revoca dei componenti degli organi di controllo anche il mancato assolvimento degli adempimenti stabiliti per legge e delle indicazioni fornite da parte della Regione; soppressione della carica di vicepresidente (ove prevista); previsione del divieto di corrispondere gettoni di presenza ai componenti degli organi sociali; inserimento di clausole che
prevedano l’adozione del “Codice antimafia ed anticorruzione della pubblica amministrazione”, di condizioni generali che consentano la conclusione di contratti con soggetti che dichiarino di non soggiacere al racket; istituzione della figura del “Responsabile preposto alla redazione dei documenti contabili societari” senza prevedere alcun compenso aggiuntivo; la previsione che gli amministratori delle societa’, che per piu’ di tre esercizi finanziari hanno registrato peggioramento dei conti per ragioni riferibili a non necessitate scelte gestionali, decadano dalla carica.

Ai fini dell’esercizio del controllo su queste societa’, in special modo su quelle destinatarie di affidamenti in house, gli organismi societari dovranno – secondo quanto prevede il decreto – trasmettere alla Ragioneria Generale della Regione: una relazione semestrale sul generale andamento della gestione, sui dati economico-patrimoniali
e finanziari della societa’, sulle operazioni di maggior rilievo concluse o in via di conclusione e sullo stato di attuazione degli obiettivi di servizio programmati e nel rispetto del principio di contenimento della spesa; copia degli atti negoziali di valore superiore a 25 mila euro; gli atti e/o la documentazione riguardante il personale a vario titolo contrattualizzato; prevista altresi’ la produzione di dettagliati report: uno economico, uno sui flussi di cassa e sulle operazioni di carattere finanziario concluse o in via di conclusione e uno con gli eventuali indicatori di efficienza, efficacia e qualita’ dei servizi resi agli utenti.
Il decreto assessoriale introduce, infine, alcune soluzioni innovative quali il principio generale del riequilibrio di genere (art.5), alla stregua del quale nella composizione degli organi amministrativi e di controllo si dovra’ tener conto delle pari opportunita’ uomo-donna; le disposizioni in materia di contenimento della spesa e riduzione di trasferimenti, (art.9); un tetto massimo per i compensi globali di dirigenti delle societa’, forti limitazioni per il ricorso a consulenze ed auto di servizio, nonche’ quelle sulla piena applicazione della disciplina della trasparenza amministrativa (art. 11) oltre all’integrale assoggettamento del blocco delle assunzioni e comunque all’obbligo
dell’integrale applicazione delle procedure concorsuali per il reclutamento di personale come pure della vigente disciplina dei contratti pubblici per l’acquisizione di beni e servizi.
Si prevede anche un sistema di prevenzione dei contenziosi tra societa’ partecipate e Regione, mediante l’introduzione dell’esperimento obbligatorio del bonario componimento, senza oneri per le parti. La dismissione delle partecipazioni non strategiche avverra’ nel rispetto delle previsioni della disciplina comunitaria e nazionale.