Palermo, saltano 9 posti di lavoro a TGS: le reazioni di Assostampa e Ordine Giornalisti

SESPALERMO. La SES, la società messinese che edita Gazzetta del Sud, RTP, Antenna dello Stretto e dal 2017 anche il Giornale di Sicilia, RGS e TGS, ha avviato la mobilità per 9 tra giornalisti e tecnici di quest’ultima. Immediata la levata di scudi di Assostampa Sicilia e Ordine dei Giornalisti di Sicilia a tutela dei posti di lavoro. “Tgs ha avviato la procedura di mobilità per 9 dipendenti (5 giornalisti e 4 tecnici) -si legge nella nota del sindacato dei giornalisti. I licenziamenti priverebbero i telespettatori del tg regionale. FNSI e Assostampa Sicilia sono impegnati nella trattativa per salvaguardare i livelli occupazionali e affinché i telespettatori non siano privati dell’informazione. Le condizioni economiche dell’azienda e della controllante SES consentono di trovare soluzioni alternative ai licenziamenti”. Dura presa di posizione anche dall’Ordine dei Giornalisti, che in una nota “si schiera fermamente a fianco dei 9 colleghi del Telegiornale di Sicilia nei confronti dei quali sono state avviate le pratiche di mobilità per l’esubero. Una decisione, quella dell’azienda, che

non possiamo accettare, che riguarda un’emittente storica del giornalismo siciliano e punto di riferimento di tanti ascoltatori che sarebbero privati di un’ulteriore fonte di informazione, in un momento storico già segnato da una forte crisi dell’editoria.

Le figure interessate ai licenziamenti collettivi sono 5 giornalisti, compreso il coordinatore redazionale, 3 tecnici di montaggio e operatori di ripresa e un tecnico radio. L’avvio del procedimento è stato comunicato con una lettera inviata ai sindacati, al fiduciario di redazione e alla direzione Ammortizzatori sociali del Centro per l’impiego di Palermo.

La società ha alle proprie dipendenze 19 lavoratori con contratto a tempo indeterminato tra full time e part time, tutti a Palermo, compresi 6 nell’area redazionale, 8 in quella tecnica per la tv e 5 per la radio. La riduzione del personale è dovuta «a una costante riduzione dei ricavi» e per la società l’avvio della procedura è «un passo imprescindibile per riequilibrare i conti e garantire la continuità aziendale». Ma anche di fronte a motivazioni legate alla crisi economica e alle sue conseguenze, l’Ordine non può che stigmatizzare politiche che vedono il licenziamento come una soluzione”.