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La Messina non rallenta e si incastra sotto il ponte dei binari

Fare le cose di fretta è sempre sconsigliabile, soprattutto quando di mezzo c’è la sicurezza dei passeggeri e degli equipaggi. ma RFI non deve pensarla così visto che ieri pomeriggio ha rimesso in mare la Messina, ferma da due giorni per un’avaria ad entrambi i motori.

Ma evidentemente qualcosa non è andato per il verso giusto, visto che stamane verso le 11 i due motori si sono bloccati durante la manovra di arrivo a Villa San Giovanni. E così la nave, che trasportava a bordo l’Intercity delle 10 e 300 passeggeri, è andata a sbattere violentemente contro l’invasatura, andando ad incastrarsi sotto il ponte dei binari.

Il bilancio è di 3 feriti, a parte la perdita di qualsiasi credibilità da parte della controllata del Gruppo Ferrovie dello Stato. Che non solo non è capace di immettere in servizio una nave appena costruita 24 ore su 24 come sarebbe logico visto che non ha formato il personale e la Messina viaggia solo durante il giorno con due equipaggi invece dei 5 previsti, ma non è neanche in grado di far funzionare a dovere una nave varata il 26 luglio scorso.

L’incidente di oggi conferma quello che il sindaco Orsa ha denunciato giusto martedì scorso, dopo il primo guasto della nave. Il segretario generale di Orsa Sicilia Mariano Massaro, aveva dichiarato senza mezzi termini che quello di due giorni fa non era un “un semplice guasto tecnico, ma l’ennesima dimostrazione della rocambolesca gestione dell’Impianto Navigazione di Messina, che sta trascinando il servizio essenziale di traghettamento pubblico nello Stretto verso la definitiva dismissione”.

Già al momento del varo l’Orsa aveva giudicato inaccettabile che la Messina fosse utilizzata part-time “mentre il servizio continuava ad essere garantito a stento con navi datate come la Iginia, che naviga al limite dei canoni minimi della sicurezza. La Villa è parcheggiata non si sa fino a quando nel dimenticatoio dei lavori e il futuro non sembra riservarle destino migliore di quello che ha portato alla dismissione delle Navi Sibari e Rosalia. La Scilla, nonostante i recenti lavori, presenta problematiche irrisolte e la Logudoru continua ad essere utilizzata parzialmente per periodiche problematiche tecniche”.

Tra l’altro, secondo l’Orsa anche il primo guasto era prevedibile perché anomalie nei due motori erano già state riscontrate nei giorni precedenti. Guasti  “sottovalutati dalla dirigenza locale che non ha da subito messo nelle necessarie condizioni di operare le maestranze locali, mandate allo sbaraglio prive della necessaria familiarizzazione sul nuovo naviglio”.

Ovviamente, dopo l’incidente di oggi lo sciopero dichiarato dal sindaco Orsa per il 12 settembre assume una valenza ancora più forte rispetto alla dismissione costante che le Ferrovie dello Stato hanno avviato a metà degli anni Novanta e della quale si è avuta oggi l’ennesima conferma.