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Figli e figliastri all’ASP 5, atto stragiudiziale dei sindacati

Riconoscimento e liquidazione dell’avanzamento economico, ma solo per alcuni. Stando alle denunce dei sindacati, succede all’ASP 5 di Messina. Immediata la risposta delle Funzioni Pubbliche di Cgil, Cisl e Uil, che hanno presentato un atto stragiudiziale di diffida nei confronti del commissario straordinario dell’ASP 5 Manlio Magistri.

“L’articolo 23 del Contratto integrativo aziendale per il personale del comparto sanità -spiegano i segretari generali delle federazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil Clara Crocè, Calogero Emanuele e Pippo Calapai- prevede che per quanto riguarda la progressione orizzontale dei lavoratori le selezioni siano indette annualmente dall’Azienda mediante appositi avvisi interni, finalizzati a consentire l’aggiornamento dei titoli da parte dei dipendenti interessati. Ma l’Azienda non ha mai attivato le procedure né pubblicato l’obbligatorio bando di selezione per tale riconoscimento in quanto, a suo dire, non vi erano fondi disponibili per la detta attivazione. Oggi, grazie alla sentenza del Giudice del Lavoro del Tribunale di Barcellona e a seguito di calcoli effettuati secondo i criteri stabiliti dal Contratto, apprendiamo che c’è la sussistenza del fondo per l’attribuzione delle fasce retributive relativamente agli anni 2002-2003. Pertanto, riteniamo necessario attivare le procedure ex ante per dare la possibilità a tutti i lavoratori di poter partecipare alla selezione”.

Stando così le cose, i sindacati di categoria hanno deciso di muoversi per le vie legali e di depositare l’atto stragiudiziale. “L’intenzione -dichiarano ancora Crocè, Emanuele e Calapai- è quella di evidenziare che non possono essere perpetrati disparità di trattamento tra gli stessi dipendenti, sapendo che ogni procedura difforme ai criteri previsti dal CCNL tutt’ora vigente è motivo di nullità degli atti posti in essere dall’Ente”.

Per i sindacati, che hanno anche richiesto un incontro con il commissario straordinario Magistri, l’atto stragiudiziale consentirà “di fare chiarezza e di ricondurre alla regolarità, trasparenza e legalità gli atti posti in essere. In caso di mancato e positivo riscontro entro ragionevole termine, tutti i lavoratori rappresentati dal sindacato confederale saranno costretti a rivolgersi all’Autorità Giudiziaria competente per la tutela e il riconoscimento dei propri diritti”.