Elezioni e mafia, arrestato il sindaco di Spadafora e due messinesi contigui alla cosca barcellonese

In manette il sindaco di Spadafora Lillo Pistone. Per lui e per altre due persone, due fratelli di 75 e 71 anni, i messinesi Angelo e Benedetto Bonaffini, ritenuti vicini alla cosca mafiosa di Barcellona Pozzo di Gotto,  le accuse sono di “scambio elettorale politico-mafioso” e “corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso”.

Carabinieri Messina Tribunale Sicilians

La misura cautelare, emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Messina, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, è stata eseguita stamane dai Carabinieri della Compagnia di Milazzo.

“La misura cautelare -spiegano dalla Procura peloritana- riflette il grave compendio indiziario raccolto dai Carabinieri, nel corso di un’indagine avviata, su denuncia, nell’aprile 2024 e coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina-Direzione Distrettuale Antimafia, con riferimento alle elezioni comunali di Spadafora tenutesi l’8 e il 9 giugno 2024. Le indagini hanno consentito di raccogliere elementi indiziari gravi, in grado di ipotizzare il condizionamento mafioso del voto per effetto dell’appoggio elettorale al sindaco eletto, da parte dei due fratelli, i quali avrebbero procacciato voti in suo favore, anche all’esterno del loro nucleo familiare, facendo leva sulla diffusa percezione della loro contiguità alla criminalità organizzata.

Il quadro indiziario -prosegue la Procura- raccolto ha anche consentito di ipotizzare come il sindaco, a seguito della sua elezione, abbia compiuto, in cambio del sostegno elettorale ricevuto, vari atti amministrativi, volti a soddisfare numerose e pressanti pretese avanzate dai due fratelli, consentendo loro di ottenere diverse utilità e conseguenti vantaggi economici (assegnazione di parcheggi pubblici quale pertinenza di abitazioni di proprietà, sgravi e agevolazioni fiscali non spettanti relativi al pagamento dell’IMU, procedure agevolate per acquisire documenti necessari a risolvere pendenze legali inerenti a immobili sequestrati, cambio di destinazione d’uso di immobili e altro.

Inoltre, dall’attività investigativa è emersa un’altra ipotesi di “corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio”, a carico del sindaco, indagato insieme a un’insegnante 51enne, non destinataria di misura cautelare, che in occasione delle elezioni, nella veste di segretario di una sezione elettorale, avrebbe spiato le operazioni di voto compiute da persone anziane o affette da disabilità, informando, in tempo reale Pistone e modificando in suo favore alcune schede nulle o contestabili, ottenendo in cambio utilità varie, fra le quali l’assegnazione da parte del Comune di Spadafora di un incarico collaborativo volontario a titolo gratuito nelle tematiche del settore scolastico, oltre all’ammissione di un proprio familiare al servizio civile remunerato, nella Pro Loco di Spadafora”.