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Arte. A Noto Antologica 1958-2017, personale di Enzo Indaco

IndacoSIRACUSA. Una personale di alto valore storiografico. Antologica 1958-2017 di Enzo Indaco sarà inaugurata sabato 16 dicembre alle ore 11 al Convitto delle Arti Noto Museum in Corso Vittorio Emanuele 91. La mostra, curata da Ornella Fazzina in collaborazione con Carmela Cirinnà, è organizzata da NotArte artisti associati Studio Barnum Contemporary di Vincenzo Medica, con il coordinamento di Paolo Greco e il patrocinio dal Comune di Noto. Si tratta di un’accurata selezione di opere pittoriche, documentata da reportage fotografici e scritti critici relativi a un sessantennio di straordinaria attività del celebre artista di Paternò. Al vernissage, oltre ai saluti di benvenuto del sindaco di Noto Corrado Bonfanti e dell’assessore alla cultura Frankie Terranova, interverranno Ornella Fazzina, critico d’arte e docente all’Accademia di Belle Arti di Catania, e Carmela Cirinnà, professoressa al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Noto.

Enzo Indaco attualmente vive e lavora tra Catania e Taormina. Il suo è un percorso artistico lungo e intenso: a cavallo tra gli anni ’50 e i ’60 è tra i precursori della Land Art in Italia;

all’inizio dei ’70 esplora il mondo della pittura utilizzando esplosioni di colori caldi tipici dei paesaggi isolani. Di seguito il picchettìo dei pennelli, il punteggio delicato, l’uso dei pastelli e il figurativo morbido attraversano la sua creatività: siamo negli anni ’80 e Indaco è già indiscusso protagonista durante la Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma, in alcune importanti edizioni della Biennale di Venezia, all’International Art di Basilea e al 73 Art di New York. Negli anni ’90 l’apparente stasi dell’artista rappresenta un momento di grande riflessione, che va a sfociare all’inizio del nuovo millennio nel recupero del culto mitologico e rituale della terra siciliana.

Ecco come Ornella Fazzina descrive l’introspezione del più recente e penetrante rapporto di Enzo Indaco con la sua arte: « Lo scorrere impetuoso della vita egli lo esprime attraverso il suo agire. Ed è così che affronta la tela, grande o piccola che sia, trasferendo energicamente un suo vissuto, un’impressione, una suggestione, uno stato d’animo che si traducono in una tempesta cromatica e formale che sembra obbedire al gesto dell’artista il quale dà vita a paesaggi siciliani, dimostrando come nell’approccio con la creazione pittorica, l’amore per la sua terra, per la sua luce, per l’Etna è totale e viscerale».