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Alluvione 2009, ecco come la Caritas ha speso i fondi raccolti

La Caritas di Messina pubblica il rendiconto dei fondi raccolti per l’alluvione dell’1 ottobre 2009 e destinati a Molino, Altolia, Giampilieri, Pezzolo, Briga, Itala, Scaletta, Guidomandri, Santa Margherita, Santo Stefano Briga. Nel 2010, dopo un altro evento calamitoso, a queste zone si è aggiunto anche il villaggio di Mili.

In tutto si tratta 3 milioni 123 mila euro. Un milione di euro è arrivato dalla Cei, un altro milione 450 mila euro dallo Stato, 673 mila euro sono la somma delle offerte libere.

In questi tre anni è stata spesa la metà dei fondi (1.508.661 euro). Seicentocinquanta mila euro sono stati impegnati per opere e progetti che sono in fase di realizzazione, i restanti 964.549 euro invece erano stati destinati per lo più a opere bloccate da intoppi burocratici o amministrativi e saranno impegnati in nuovi programmi.

“Più in particolare -spiegano i portavoce della Caritas- è stato speso il 99% delle offerte raccolte fin dal giorno dopo la tragedia e giunte da varie diocesi della Sicilia e dell’Italia, dalle parrocchie della provincia messinese, da fondazioni, banche e privati cittadini. Alla somma di 673 mila euro, infatti, si è attinto fin da subito e si è continuato a farlo, per rispondere alle necessità più impellenti delle famiglie, dal cibo ai farmaci, dalle bollette agli affitti, dalla ristrutturazione di abitazioni ancora agibili all’acquisto di una cella mortuaria. Di questi 673 mila euro fanno parte anche 20 mila euro assegnati alla parrocchia di Giampilieri Superiore, tratti da 40 mila devoluti dal PD provinciale. Gli altri 20 mila euro domani dal Partito Democratico sono stati destinati direttamente, in quote di mille euro ciascuno e con assegni firmati dai responsabili del PD stesso, a 20 famiglie i cui nominativi, per doveroso riserbo e rispetto, non sono mai stati resi di pubblico dominio. I 20 assegni di cui si sta parlando sono stati infatti consegnati al parroco affinché provvedesse a distribuirli ai diretti

interessati. Del fondo nato dalle offerte libere restano oggi disponibili 5.920,36 euro”.

Il milione donato dalla Cei invece, è stato assegnato tramite la Caritas nazionale a quattro specifici progetti e una prima tranche di 350 mila euro è già stata spesa. A breve sarà disponibile la seconda quota e così via fino a completamento delle iniziative a cui i fondi sono destinati. In dettaglio, sta per essere completata la costruzione di una struttura polifunzionale per le attività socio-pastorali della parrocchia “Santa Maria Madre della Chiesa” a Santa Margherita e stanno per essere affidati i lavori per la ristrutturazione della chiesa “San Marco Evangelista” di Mili San Marco.

Il progetto per la costruzione di un centro socio-pastorale a Scaletta Zanclea è già stato presentato e si è in attesa delle autorizzazioni. Va più a rilento a causa del commissariamento del Comune di Messina la procedura per sbloccare l’area che dovrebbe essere ceduta alla parrocchia di Giampilieri Superiore e destinata alla realizzazione di un campetto sportivo nel villaggio. L’opera, oltre con il parroco, è stata concordata anche con l’amministrazione comunale.

Già speso il 33% dei fondi statali messi a disposizione dalla Ragioneria Centrale prelevati dal fondo istituito al ministero dell’Economia e destinato a interventi per la promozione del risanamento e del recupero dell’ambiente e dello sviluppo economico dei territori devastati dall’alluvione. Quasi 500 mila euro sono stati usati per l’integrazione del Fondo del microcredito diocesano per le imprese ed il sostegno alle attività commerciali e produttive. Ancora da spendere 958.629,40 euro e per utilizzarli si stanno valutando nuovi progetti, destinati per lo più a Scaletta.

“Per completezza di informazione -concludono i portavoce della Caritas- si segnala che la Curia ha anticipato somme per provvedere agli interventi più urgenti per le chiese del territorio alluvionato e che la Caritas, nell’Avvento di Fraternità del 2009, ha organizzato una raccolta fondi a sostegno dei ragazzi più meritevoli, dalla prima elementare al V superiore, sempre del territorio interessato, e ha distribuito 13 borse di studio per un totale di 11.500 euro”.

Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.