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19 aprile 12.34 Manovra economica Regione, Bernava: “Sulla manovra economica il Governo arriva senza una strategia”

“Siamo all’epilogo di una fase dove paghiamo, in termini di costi sociali ed economici, una gestione dissennata che ha visto la peggior politica della storia siciliana occupare ogni spazio politico-gestionale orientando tutte le scelte a logiche clientelari, asservendo l’intera comunità siciliana a caste di potere che hanno ingigantito il debito pubblico”.  Dal direttivo provinciale della Federazione Pensionati di Messina che si è tenuto alla Camera di Commercio di Messina, il segretario generale della Cisl Sicilia Maurizio Bernava traccia quella che sarà la linea del sindacato sulle scelte future per la regione.

“Adesso – ha spiegato Bernava – si dovrà porre fine a questa follia, realizzata con diffuse complicità sociali perchè oggi, in tempi di crisi e con il federalismo alle porte, a pagare sono sempre le categorie più deboli, anziani e soprattutto giovani.”.

La Cisl, ha evidenziato il segretario generale siciliano, è impegnato a mettere al centro dell’azione comune l’investimento per le imprese sane, capaci di creare reddito e sviluppo. “Per noi – ha sottolineato Bernava – questa rappresenta una battaglia anche culturale. Mai più pezzi di società, sindacato e associazionismo, devono essere distratte o complici sulla gestione clientelare e sprecona degli enti pubblici. Per questo, a livello regionale esprimiamo una forte critica alla politica e al governo. Al tempo stesso, è forte anche l’alleanza con l’associazionismo d’impresa, a cominciare da Confindustria. Con questa forte criticità della Cisl e con la sua capacità propositiva – ha concluso Bernava – Governo e Politica devono fare i conti, a cominciare da questa manovra di bilancio in cui non registriamo alcuna strategia che punti allo sviluppo, favorendo gli investimenti con incentivi fiscali in aree a burocrazia zero in cui realizzare nuova impresa. Non leggiamo alcun intervento teso a riqualificare e razionalizzare la spesa, unificando quella sociale e quella sanitaria”.