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Visti dall’albero. Accorinti, l’Aula e l’anno che verrà

Abbiamo rischiato grosso! Martedì scorso, subito dopo la conferenza stampa per la presentazione della notte di Capodanno a piazza Duomo, l’ennesima a cui il sindaco Renato Accorinti non ha fatto mancare la propria presenza, ha iniziato a girare la voce che la sera del 31 dicembre alle 20.30 avrebbe fatto un discorso alla città a reti locali televisive  e radiofoniche unificate.

Le voci di tale incredibile evento si rincorrevano arricchendosi di particolari che promettevano qualcosa di  unico e imperdibile, che sarebbe rimasto negli annali della città.

Mediaticamente sarebbe stato un colpaccio, si affannavano a dire i guru della comunicazione di cui il primo cittadino si circonda. Per l’allestimento, la scenografia e la regia dell’evento non c’era che l’imbarazzo della scelta tra i professionisti dello spettacolo che devono ad Accorinti, a giusta ragione, eterna gratitudine.

Alla fine però, si è scoperto che si trattava di una bufala. Non che il nostro sindaco non avrebbe avuto il coraggio di mettere in piedi un tale spettacolo, in questi casi il coraggio non gli manca. Lo stesso che gli fa difetto quando dalle parole deve passare ai fatti e incidere attraverso scelte forti che diano corpo a quel cambiamento vero e profondo di cui tanto ha parlato in campagna elettorale e del quale continua a parlare tutte le volte che intravede un microfono verso il quale fiondarsi.

Per Accorinti il microfono equivale allo specchio d’acqua per Narciso. Eppure forse, sotto sotto, non ci sarebbe dispiaciuto se questa sorta di messaggio a tutti i cittadini ci fosse  stato. Non solo perché sarebbe stato un momento divertente, ma soprattutto perché mette tristezza vedere un primo cittadino intristito e schiacciato dal peso di una situazione  nella quale non si raccapezza più.

Fa specie vederlo fuggire da porte laterali per evitare, non sapendo cosa dir loro, alcuni consiglieri comunali che lo aspettano. Preoccupa che di fronte all’ennesima dèfaillance come quella di essersi reso irreperibile per la Protezione Civile Regionale in occasione dell’ultimo sbarco di 886 migranti, con la successiva incredibile giustificazione che sul posto erano stati inviati due geometri e un operatore del Comune, nel comunicato ufficiale se la prenda con la stampa, rea di attacchi strumentali.

E’ assai facile e comodo giustificare i propri errori prendendosela con i giornalisti, che hanno il compito, anzi il dovere, di informare i cittadini e, in esatta misura della loro indipendenza, senza sconti per nessuno. Notiamo dagli albori di questa Amministrazione espressioni di fastidio, che riteniamo pericolose, verso chi non è d’accordo e non ringrazia, anzi osanna con veri e propri atti di fede l’operato di chi si sacrifica per guidare i cittadini sulla via della redenzione e della conseguente salvezza.

Non è questo quello di cui ha bisogno la città. La città ha bisogno di una guida stabile e sicura, di buone pratiche amministrative, non di rivoluzioni urlate e farlocche. La città ha bisogno di una guida competente e attenta, non ignorante anche dei più semplici atti amministrativi.

Non ci siamo proprio. Non tanto per i risultati non raggiunti, dei quali abbiamo a lungo scritto nei mesi precedenti, quanto per il metodo che non è cambiato. Non è stato fatto un solo passo in avanti e non è cambiato di una virgola il metodo dei predecessori di Accorinti. Un esempio per tutti è il Bilancio di Previsione 2014, che a dispetto delle dichiarazioni del vicesindaco Guido Signorino (secondo il quale sarebbe stato  portato in Aula entro lo scorso mese di aprile), è arrivato in Consiglio comunale l’ultimo giorno dell’anno.

Valutino i lettori se non siamo al ridicolo con un Bilancio di Previsione per il 2014 che è stato approvato il 31 dicembre. Non sappiamo come sarà il 2015 per la città, ci auguriamo di cuore che sia un anno di ripresa. Certo, la preoccupazione e la sfiducia che cogliamo tra i cittadini è tanta e crescente, il disorientamento e la delusione verso quest’Amministrazione che tante speranze aveva suscitato aumenta ogni giorno di più e abbiamo la sensazione che sindaco e assessori non si rendano conto, non colgano, chiusi nella loro autoreferenzialità, la gravità della situazione. Non ci resta che sperare in un momento di lucidità e di amore verso la città.

Com’era più che prevedibile ieri sera alle 23 il Consiglio Comunale ha approvato, di fatto senza discuterlo a parte un paio di eccezioni, il Previsionale dell’anno che si sarebbe concluso di lì a un’ora. Accorinti era presente con la consueta divisa d’ordinanza (rossa visto il periodo natalizio) e la solita giacca di due taglie in più della sua.

Fatto piuttosto inconsueto, si è limitato a leggere un testo scritto, con al fianco il vicesindaco Signorino e gli assessori  Daniele Ialacqua, Sergio De Cola e Gaetano Cacciola. Una sorta di allucinazione collettiva ha fatto sì che il primo cittadino apparisse vestito da marinaio quando si è impegnato a far arrivare in aula il Previsionale 2015 nei primi mesi dell’anno.

Scontata l’approvazione a scatola chiusa da parte della ormai consolidata maggioranza consiliare trasversale che sostiene l’Amministrazione  nei passaggi difficili e delicati. Maggioranza composta da consiglieri che normalmente sono estremamente critici nei confronti della Giunta e non lesinano in Aula, nei corridoi e con la stampa giudizi negativi e propositi di improbabili mozioni di sfiducia al raggiungimento dei due anni del mandato nel giugno prossimo. Chi vivrà vedrà. Buon anno dall’albero. (foto da FB)