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Via Don Blasco, entro un mese la convenzione per la gara

Il vertice per la via Don Blasco

Nel puzzle dei problemi dell’attraversamento dello Stretto un altro tassello è andato a posto. Durante il vertice a Palazzo Zanca convocato dal sindaco Accorinti, si è deciso che entro la fine di ottobre, salvo qualche caduta di governo, si firmerà la convenzione tra il ministero dei Trasporti, RFI, la Regione Sicilia e l’Autorità Portuale di Messina.

Convenzione grazie alla quale sarà poi possibile bandire la gara d’appalto per la riqualificazione della via Don Blasco, che consentirà di collegare l’arteria al viale Gazzi e quindi all’autostrada bypassando la via La Farina. Un appalto da 25 milioni di euro, finanziato dalla Regione e dall’Autorità Portuale.

Presenti all’incontro l’assessore alla Mobilità Gaetano Cacciola, l’assessore regionale alle Infrastrutture Nino Bartolotta, il comandante dell’Autorità marittima della navigazione dello Stretto Nino Samiani, il segretario generale dell’Autorità portuale Francesco Di Sarcina e il presidente degli Autotrasportatori Siciliani Pippo Richichi.

“Questo incontro -ha dichiarato il sindaco Accorinti- ci avvicina all’obiettivo dell’eliminazione definitiva del traffico gommato dal centro cittadino. Il Comune provvederà in tempi brevissimi all’aggiornamento dei prezzi 2013 della Regione Siciliana relativi ai lavori pubblici. Seguiranno poi i passaggi burocratici nel rispetto degli impegni assunti da tutti i convenuti, che hanno dimostrato volontà comune e unità di intenti per liberare le strade urbane dai TIR a tutela dell’incolumità dei cittadini e della salvaguardia dell’ambiente e per rendere più agevole il lavoro degli autotrasportatori”.

Fin qui quello che è successo durante l’incontro a Palazzo Zanca. Ma vista la confusione imperante da quasi 20 anni tra il progetto per la via Don Blasco e quello della cosiddetta Via del Mare, peraltro inspiegabile visto che si tratta di due arterie totalmente diverse (una esiste e l’altra è invece da realizzare ex novo), facciamo un po’ di chiarezza.

Il progetto della via Don Blasco, per il quale si spenderanno 24 milioni di euro (la spesa iniziale presunta si aggirava intorno ai 25 miliardi di

lire) e redatto dopo anni di discussione infinite nel 1996 dall’ingegner Antonio Rizzo del Comune, prevede la riqualificazione dell’arteria, che collegherà il molo Norimberga fino al viale Gazzi, abbattendo il muro che separa la strada dalla via Maregrosso e consentendo quindi, come già detto, di collegarsi dal porto storico direttamente all’autostrada, eliminando il passaggio dei TIR dalla via La Farina.

Dopo anni di discussioni a vuoto, il primo passaggio concreto si è avuto l’1 giugno scorso, quando durante un incontro a Palazzo Zanca si siglò un protocollo d’intesa tra RFI, la Regione Sicilia, la Prefettura e il Comune. Due gli organismi che gestiranno il progetto: una cabina di regia a Palermo (grazie ai fondi europei la Regione finanzierà il progetto con 19 milioni, mentre gli altri 5 li metterà l’Autorità Portuale) e un tavolo tecnico a Messina, visto che il progetto è stato redatto dagli uffici comunali.

E veniamo alla Via del Mare. Un progetto faraonico da oltre 80 milioni di euro del quale si parla dai primi anni Novanta, che ha visto però la prima concretizzazione solo nel 2003, quando si iniziò a lavorare al progetto, completato due anni dopo.
Diversamente dalla via Don Blasco, la Via del Mare non esiste e sarà realizzata dal nulla. Collegherà la Zona Falcata a Tremestieri e non si sovrapporrà all’arteria già esistente. Per il momento c’è solo un protocollo d’intesa tra il Gruppo Ferrovie dello Stato (che cederà alcune aree ormai inutilizzate), il Comune di Messina e l’Autorità Portuale.

Il progetto di fattibilità fu presentato nel 2006 dall’allora presidente dell’Authority Enzo Garofalo. La Via del Mare, salvo modifiche, prevede la realizzazione di un’arteria di 8 chilometri a quattro corsie dotata anche di una pista ciclabile, di una galleria ferroviaria lunga 2 chilometri che da sola costerà 34 milioni di euro, aree di sosta, due rotatorie e altre opere collegate. Nel 2009 l’ex assessore ai Lavori Pubblici della Giunta Buzzanca Gianfranco Scoglio dichiarò che l’iter era ai blocchi di partenza. Però nessuno diede lo start e dopo quattro anni la Via del Mare è ancora un ipotesi di cui si parla e basta.