Undici anni fa la tragedia di Saponara: il ricordo delle tre vittime

Saponara2
Saponara dopo l’alluvione del 22 novembre scorso

MESSINA. È una ferita ancora aperta quella dell’alluvione di Saponara del 22 novembre 2011, quando morirono il piccolo Luca Vinci di appena 10 anni e Giuseppe e Luigi Valla, padre e figlio, di 50 e 20 anni. Un fiume di fango e detriti che provocò, oltre alle 3 morti, anche 700 sfollati, 20 milioni di euro di danni e l’ per 12 famiglie che vivevano in edifici ritenuti a rischio.

La si consumò in poche ore. Quel maledetto martedì pomeriggio una frana fu provocata dal distacco di

un costone roccioso e arrivò fino a Scarcelli, una frazione di Saponara. Il piccolo Luca Vinci era a casa con la madre Piera. La donna si salvò ma per il bimbo, che si trovava a pochi metri di distanza da lei, non si poté fare nulla.

Gli altri due morti, i cui corpi furono recuperati dopo ore di ricerche nel fango, furono Luigi e Giuseppe Valla. Si salvò solo la madre, che al momento della frana era in una parte dell’abitazione toccata marginalmente dalla massa di fango e detriti che la travolse.

Nonostante le polemiche, la gara per la progettazione esecutiva della messa in sicurezza del versante, che prevede interventi per il rimodellamento del pendio e per la regimentazione delle acque è stata aggiudicata solo all’inizio del novembre del 2019, ben 8 anni dopo, nonostante i fondi fossero disponibili dal 2014.


Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.