#Sicilia. L’ARS ricorda Giovanni Lo Porto

Giovanni_Lo_PortoGiovanni Lo Porto è morto a gennaio, al confine tra Pakistan e Afghanistan, ucciso durante un'operazione militare delle  statunitensi. La notizia è stata divulgata solo giovedì scorso.

Il cooperante palermitano era stato rapito in Pakistan nel gennaio del 2012, dove era arrivato con l' non governativa tedesca Welthungerhilfe.

Il presidente dell'Assemblea regionale siciliana Giovanni Ardizzone, in apertura di seduta, oggi pomeriggio, lo ha ricordato e a nome dell'Assemblea regionale siciliana, ha detto: “voglio partecipare al lutto della famiglia ed esprimere la vicinanza al mondo della cooperazione internazionale sempre più esposto a notevoli rischi, anche a seguito dell'aggravarsi di crisi in diverse aree del mondo”.

Lo Porto era arrivato in Pakistan da appena tre giorni, quando fu rapito nel gennaio del 2012. “Era lì per fare il suo lavoro: ridare alloggi alle popolazioni colpite dall'alluvione del 2010. Era lì come portatore di pace e non di guerra. Era lì per cercare di dare speranza e un futuro migliore a uomini, donne e bambini duramente provati. Lo Porto è l'immagine della Sicilia vera, la stessa che accoglie gli immigrati, sempre pronta ad aiutare gli ultimi e che non rimane indifferente davanti a ogni sofferenza umana”.
Dopo il ricordo di Ardizzone, l'Assemblea ha osservato un minuto di silenzio in segno di cordoglio e solidarietà.

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Armando Montalto

Tra la metà dei Novanta e i primi Duemila ha cambiato città, paese e occupazione con la rapidità di un colibrì. Insomma, questo quarantenne messinese, dopo aver fatto consegne a Canal Street, parlato in nome della UE, letto Saramago, tirato sassi sul Canal Saint Martin e bevuto fiumi di birra ha deciso. Tornare a casa, mettere su famiglia e la testa a posto. Oggi si divide tra libri, mare e famiglia. Intanto, prova a scrivere e a raccontare Messina.

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