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Shakespeare messinese, la versione di Provenzale

William Shakespeare

“Sei di Messina se…”. Fa sempre ridere quando sia sui social network che sui giornali troviamo alcuni atteggiamenti che caratteriazzano il nostro appartenere a questa città. Ma quando si tratta di qualcuno di famoso, l’impensabile, la cui nascita potrebbe essere collocata a Messina, occorre soffermarsi un attimo.

Il personaggio in questione è nientemeno che Wiliam Shakespeare, pilastro della poesia e della drammaturgia moderna, venerato in Inghilterra, rappresentato nei teatri del mondo e sopportato (o forse no) sui libri di scuola.

Ad aiutarci in questa ricerca accurata per capire la questione riguardante la nascita del noto scrittore a Messina è l’architetto siciliano Giuseppe Provenzale, che grazie ad un’accurata analisi storica ha elaborato una tesi che rafforza l’idea di un’origine italiana del Bardo.

“E’ d’obbligo da parte mia premettere che spesso e volentieri da quando si è cominciato a parlare di questa faccenda c’è stata una considerevole operazione di copia e incolla -spiega Provenzale- con notizie inventate ad arte o portate ad atti estremi di fanatismo quali ad esempio sedute spiritiche, dove si riteneva che lo spirito di Shakespeare scendesse e comunicasse.

Detto ciò la mia idea si fonda su uno scetticismo costruttivo: ho avuto occasione di incontrare il professor Martino Juvarra, confutando il suo libro riguardante l’origine italiana del poeta per il semplice fatto che non riportava le fonti. Non si può supporre, al di là di tutto, alcuna origine italiana poiché non abbiamo certificato di nascita né nostro né

tantomeno inglese. E questo lascia la questione assolutamente aperta.

Da parte mia non dico di avere prove, ma un testimone, il drammaturgo Ben Jonson, che probabilmente aveva bisogno di pubblicare alcune opere con un prestanome (Shakespeare appunto) dato che il rango di chi le aveva scritte non permetteva di pubblicarle a suo nome. Il presunto drammaturgo però, è provato, si chiamava Michelangelo Florio, fuggito dall’Italia perché inseguito dall’Inquisizione e questo spiega perché il nome sia cambiato.

Qual è il punto? Io ho studiato per anni Andrea Calamech, noto scultore messinese e progettista della via I Settembre, oltre che del Duomo. Nella commedia Much Ado about nothing (Molto rumore per nulla, ndr) si fa esplicito riferimento a un tempio, molto simile a quello appunto situato vicino al duomo all’epoca e al Palazzo Reale in costruzione. Chiunque abbia scritto l’opera deve aver visto Messina in quel periodo ed è lecito supporre quindi che Shakespeare sia uscito dall’Inghilterra”.

L’architetto in ogni caso non si sbilancia:”Quello di cui ho parlato non è certo una prova, ma sicuramente un indizio tangibile e sicuramente più attendibile rispetto a tante altre bufale. Se non è nato qui, perlomeno il nostro Florio alias Shakespeare deve aver visitato Messina in quell’epoca”.

Infine un simpatico aneddoto riguardante lo humor inglese col quale è stato accolto a Londra,a un convegno sull’argomento. “Mi dissero che tra Londra e Messina -ricorda Provenzale- c’è una bella differenza ed io risposi che quando loro avevano le casette di legno noi costruivamo edifici in muratura in stile rinascimentale grazie alla scuola michelangesca e fondavamo nel contempo un’università, mentre da loro esisteva solo qualche college per nobili”.