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Servirail, la Cisl minaccia il blocco dello Stretto

Una messa cantata. Un gioco delle parti ancora una volta consumato sulla pelle di una città che non può permettersi la perdita di un solo posto di lavoro. E la risposta della Cisl è la minaccia di bloccare lo Stretto. L’incontro palermitano tra Regione, sindacati e Trenitalia per la vertenza degli 84 dipendenti ex Servirail si è concluso in un nulla di fatto e in un rinvio al 2 febbraio.

Un confronto interlocutorio che non ha prodotto nulla perché la richiesta dei sindacati e della Regione di ripristinare immediatamente i treni notturni a lunga percorrenza si è scontrata con la risposta ripetuta più e più volte durante le trattative dai due delegati inviati da Domenico Braccialarghe, il responsabile delle Risorse Umane della holding: “Non siamo autorizzati a discutere di questo”. Punto e basta. Tutto quello che Trenitalia offre è la promessa di ricollocare gli ex dipendenti della società che fino all’11 dicembre scorso ha gestito il servizio di accompagnamento notte sui treni a lunga percorrenza nei propri appalti e in quelli dell’altra controllata del Gruppo Ferrovie dello Stato, RFI.

Ipotesi questa, che in una realtà come quella siciliana, dove anche le imprese dell’indotto FS vivono momenti difficili, è inaccettabile perché non dà le stesse garanzie per il futuro che invece hanno gli ex Servirail lombardi e laziali. Anche perché, il ricollocamento è stato ipotizzato a scaglioni tra giugno 2012 e giugno 2013 prevedendo nel frattempo l’attivazione di una cassa integrazione in deroga. Il timore però, come già è avvenuto proprio in questi giorni per i 21 lavoratori della ex Ferrotel di Messina, la struttura ricettiva delle Ferrovie

dello Stato, è che una volta scaduti gli ammortizzatori sociali gli ex Servirail restino fuori da qualsiasi ipotesi di ricollocazione.

Nulla di fatto quindi e tutto rinviato al 2 febbraio, quando le trattative ripartiranno da dove si sono concluse il 20 gennaio: da un accordo non ancora raggiunto perché nessuno intende muoversi dalle proprie posizioni.

“Ci sentiamo presi in giro, in atto c’è una vera e propria farsa -commentano i vertici regionali della Cisl e della Fit Cisl Maurizio Bernava e Amedeo Benigno. Le Ferrovie fingono di ignorare del tutto gli impegni assunti dal premier Monti sul ripristino dei treni a lunga percorrenza nel corso dell’ultimo incontro con Lombardo e gli altri presidenti delle regioni del Sud. Le proposte che il Gruppo FS ha comunicato oggi sono inaccettabili”. “Non ci sono le condizioni per aspettare il 2 febbraio -aggiunge Bernava. Continueremo ad incalzare il governo nazionale ed il presidente Lombardo deve chiedere a Monti di essere coerente con l’impegno assunto di ripristinare i treni a lunga percorrenza. Se ciò non avverrà, siamo pronti a partire da lunedì a proteste clamorose, prevedendo anche il blocco dello Stretto”.

Più fiduciosa la posizione di Cgil, Uil, Orsa e Fast che. pur giudicando del tutto insoddisfacente la proposta delle Ferrovie dello Stato, dichiarano che “i rappresentati del Gruppo hanno aperto uno spiraglio per verificare effettivamente la possibilità di ridefinire l’offerta treni a lunga percorrenza e quindi risolvere tutta la vertenza. In ogni caso, il ripristino dei treni resta la sola soluzione concreta”.

Ottimista pure anche l’assessore ai Trasporti Pier Carmelo Russo, che sottolinea che la vicenda “passa necessariamente dal ripristino dei treni soppressi e quindi da un cambiamento di strategia di FS che non deve e non può pensare di abbandonare la Sicilia ed i suoi lavoratori”.