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Se la spiaggia è vietata a Fido

Il  problema degli abbandoni dei cani durante il periodo estivo è ricorrente. In molti, tuttavia, scelgono di portare con sé i propri amici a quattro zampe. Non di rado, c’è anche chi decide di non rinunciare alla compagnia del proprio Fido anche sulla spiaggia, incontrando in alcuni casi non poche difficoltà.  Specialmente in province come la nostra, in cui le aree balneari  sono male attrezzate per l’accoglienza dei cani o addirittura non possiedono il permesso per ospitare animali. Di certo  la normativa vigente non aiuta. Infatti, stando all’articolo 4 della legge 476 dell’1 giugno 2007, la Regione Siciliana vieta “il transito, la sosta e il bagno dei cani, anche se al guinzaglio, al di fuori degli spazi attrezzati per l’accesso di animali” ad esclusione dei cani di salvataggio e dei cani guida per non-vedenti, a tutte le ore e per tutto l’anno”.

Gli spazi attrezzati nella provincia di Messina sono veramente pochi. “ Solo nelle isole Eolie a Lipari e Vulcano ci sono degli stabilimenti balneari che consentono l’ingresso dei cani -spiega Caterina Arcovito, presidente dell’Associazione Amici del Cane Onlus”.

Ad aggravare lo stato delle cose, anche la possibilità non del tutto rara di incorrere in una sanzione amministrativa di 200 euro per l’infrazione del Codice di Navigazione, qualora si decidesse di portare in una spiaggia libera il proprio animale domestico.

“Nel litorale tirrenico, da Villafranca in poi per intenderci, non è difficile incorrere in una multa a causa delle segnalazioni alla Capitaneria di Porto -continua Arcovito. A Messina c’è più tolleranza, forse perché le forze dell’ordine sono impegnate in altro genere di reati. Questo chiaramente, non significa che non abbiamo il dovere di multare in caso di trasgressione”. Tolleranza o meno, le nostre spiagge sono certamente frequentate dai cani domestici a dispetto della normativa.

Per tutti i coloro vogliano portare con sé il proprio cane con la sicurezza di non infrangere alcun divieto, non resta che sperare che aumentino le concessioni comunali e le aree balneari attrezzate e, soprattutto, sapere con chiarezza se un’area è balneabile o no. Perché se non lo è e quindi non ci possono essere bagnanti, in teoria non dovrebbero esserci problemi. In teoria, appunto. “Occorrerebbe più attenzione da parte delle istituzioni- conclude la presidente dell’Associazione Amici del Cane. Come in qualsiasi altra cosa, quando le istituzioni non fanno il proprio dovere, a pagarne siamo un po’ tutti. Anche quando è presentata in Consiglio comunale una proposta di ordinanza, non è detto che ci sia la volontà di approvarla. Spetterebbe ai sindaci porre in essere politiche preventive ed essere sensibili anche a questo tipo di problematiche. Basterebbe veramente poco, per fare cose grandi”.

Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.