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Resident evil – Retribution

Resident evil – Retribution

Paese: Germania, U.S.A.

Genere: Azione, Horror

Durata: 95 minuti

Regia: Paul W.S. Anderson

Quinto film della celebre saga fantahorror ispirata al popolarissimo videogioco targato Capcom. Gli zombie ormai hanno invaso il pianeta, nulla più rimane della passata era dell’umanità, a parte i segreti covi e la tecnologia della Umbrella, la potente multinazionale che ha creato il T-virus, causa della mutazione degli uomini in miliardi di zombie ed altri abomini.

Dopo un attacco all’Arcadia, la nave dei sopravvissuti, Alice, l’ex agente che a causa della Umbrella è diventata una potentissima arma biologica, si risveglia in una realtà dove sembra che nulla sia mai accaduto: è sposata con uno dei suoi migliori amici e hanno una figlia. All’improvviso però gli zombie invadono la loro casa ed Alice si ritrova costretta a fuggire per sopravvivere. Vecchie conoscenze tornano con ruoli e identità diverse, nulla sembra avere più senso ed Alice dovrà ancora una volta sopravvivere per scoprire la verità…

Terzo film della saga per Anderson, che cerca (e spesso riesce) di tirar fuori qualcosa di buono dalla titaneggiante mole di effetti

speciali che satura la pellicola dall’inizio alla fine. Molta azione, perfino troppa, e tanto horror digitale da bastare per un anno intero. Una pellicola del genere se non supportata da una valida storia è destinata a crollare su se stessa ma qui, complice forse la buona fotografia con un tono un tantino vintage ed un ulteriore sfruttamento della tematica della clonazione già presente nei due titoli precedenti, il caso è un altro.

Attenzione, stiamo sempre parlando di un fumettone, andare a vedere questo film e aspettarsi qualcosa più di una trama filiforme vuol dire peccare di ingenuità, ma fatta questa premessa è un film d’azione godibile, di certo una spanna sopra il capitolo precedente. L’unica preoccupazione che può venire in mente è nei riguardi della carriera della Jovovich (sempre più musa di Paul Anderson), alla quale ricordiamo che nonostante il suo impegno in altre pellicole, è sempre più vicina ad essere correlata dal pubblico a questo personaggio e cadere così vittima della famosa “sindrome di Fonzie”.

Che oltre al capostipite Henry Winkler ha già fatto numerose vittime come Richard Dean Anderson, David Hasseloff, Daniel Radcliffe ed infiniti altri. Consigliato a chi è rimasto deluso dal precedente capitolo.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.