#Ragusa. Sgominata vasta rete di prostituzione

 

lingerie_ProstituNei primi giorni di gennaio i poliziotti di Ragusa hanno concluso lunghe indagini che hanno svelato una città segreta a luci rosse. E i numeri sono da capitale del sesso mercenario: quattordici appartamenti perquisiti, cinquanta prostitute, quattrocento clienti identificati e cinque persone denunciate per i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

La Polizia di Stato dopo ripetute segnalazioni da parte di alcuni cittadini per il continuo andirivieni di persone in alcune abitazioni della città iblea nel 2012 ha cominciato delle indagini.

Il lungo lavoro di investigazione ha così portato alla denuncia di cinque persone 3 italiani, F. V. di 65 anni, ragusano, C. A. di 53 anni, ragusano, P. S, di 45 anni, ragusano e una coppia di colombiani R. A. di 40 anni e G. H. di 34 anni.

Le persone denunciate svolgevano compiti ben specifici e fornivano alle prostitute ogni assistenza. Questa rete di prostituzione era profondamente strutturata, chi si occupava della comunicazione tramiti siti specializzati, chi della logistica per reperire abitazioni, altri si occupavano dei trasporti da e per l'aeroporto di Catania. Infatti, oltre cinquanta il numero di prostitute presenti a Ragusa, sostituite con cadenza settimanale. Le abitazioni, quasi tutte al centro di Ragusa, ancora oggetto di approfondimento investigativo per un eventuale sequestro ai fini della confisca.

I dettagli delle indagini raccontano anche di serate particolari organizzate in ville sul litorale ibleo o in campagna. E di centinaia di sex toys di varia natura sequestrati, per soddisfare anche i clienti dai gusti particolari.

Questa riusciva a soddisfare ogni esigenza e così gli inquirenti hanno quantificato in oltre quattrocento i clienti. Insomma, dalle indagini della Polizia di Stato esce un'immagine di Ragusa capitale del sesso mercenario e della trasgressione.

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Armando Montalto

Tra la metà dei Novanta e i primi Duemila ha cambiato città, paese e occupazione con la rapidità di un colibrì. Insomma, questo quarantenne messinese, dopo aver fatto consegne a Canal Street, parlato in nome della UE, letto Saramago, tirato sassi sul Canal Saint Martin e bevuto fiumi di birra ha deciso. Tornare a casa, mettere su famiglia e la testa a posto. Oggi si divide tra libri, mare e famiglia. Intanto, prova a scrivere e a raccontare Messina.

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