Ponte sullo Stretto, il CdM mette ko i poteri forti del Nord Europa e approva la bozza del decreto legge

Ponte 3 SiciliansROMA. Il via libera è arrivato 19.10, quando il Consiglio dei Ministri ha approvato la  bozza del decreto relativo al ponte sullo Stretto di Messina. L'obiettivo è quello di far aprire i lavori entro la fine del 2024. I 7 articoli riguardano l'assetto societario, le disposizioni finali e i principi, le regole e le procedure relativi la gestione della società. Ritorna in vita la Stretto di Messina SpA, della quale sono azionisti RFI, ANAN, le Regioni Sicilia e Calabria e, in misura non inferiore al 51%, il ministero dell'Economia. Al dicastero delle Infrastrutture competono le funzioni di indirizzo, controllo e  vigilanza tecnica e operativa.

Il Consiglio di della Ponte di Messina Spa sarà composto “da cinque membri, di cui due designati dal MEF d'intesa con il MIT che ricopriranno la carica di presidente e di amministratore delegato, un membro designato dalla Regione Calabria, un membro designato dalla Regione Sicilia e un membro designato da RFI e ANAS. La concessione durerà 30 anni, che decorreranno dall'entrata in funzione dell'opera”.

“In concreto -spiegano dal ministero delle Infrastrutture– si riparte dal progetto definitivo del 2011, che sarà adeguato alle nuove norme tecniche di sicurezza e ambientali. Il nuovo iter autorizzativo dovrà bollinare il
ponte strallato più lungo al mondo (3,2 chilometri), che rappresenterà il fiore all'occhiello dell'arte ingegneristica italiana. Obiettivi principali: intercettare una fetta di mercato delle merci provenienti dal canale di Suez, rendere possibile l'alta velocità in Sicilia e appetibile il Mezzogiorno dal punti di vista strutturale. Come ha sottolineato il delle Infrastrutture Matteo Salvini “si tratta di un'opera fortemente green: consentirà di ridurre l'inquinamento da anidride carbonica e permetterà un consistente risparmio di tempo e denaro a tutti coloro che devono attraversare lo Stretto. Infine, sarà motivo di grande attrazione turistica. Il ponte sarà un volano di crescita infrastrutturale per Sicilia e Calabria, che infatti avranno un proprio amministratore nel CdA della società”. Da chiarire il significato reale della frase “approvazione salvo intese”, che ha destato più di una perplessità.

In ogni caso, la scelta del Governo è una chiara risposta a chi gestisce i porti del Nord Europa, a partire da quello di Rotterdam, che per decenni hanno ostacolato la costruzione dell'opera. Al momento, infatti, la Sicilia è costeggiata a sud dall'enorme flusso di navi cargo dirette in nord Europa attraversando lo Stretto di Gibilterra. È costeggiata a est, con passaggio dallo Stretto di Messina, da navi dirette a Gioia Tauro, Napoli, Genova, Livorno, Marsiglia e Barcellona. Completamente bypassata, invece, dalle navi dirette a Taranto, Bari, Brindisi e Trieste. Queste navi, che trasportano merci provenienti soprattutto da Cina, India e sud-est asiatico, generano enormi ricavi per questi porti. Non è un caso che Rotterdam sia tra i più determinati avversari dell'opera. Quando ci sarà il ponte sullo Stretto, parte di queste navi potrà scaricare le proprie merci ad . Da qui, saranno trasportate in treno (oltrepassando lo Stretto) fino ai mercati italiani e del sud Europa. Intercettare anche solo il 10% di queste merci, farebbe quasi raddoppiare il PIL siciliano, che attualmente si attesta sugli 80 miliardi.

“Il Governo guidato da Giorgia Meloni ha deciso, con un chiaro segnale politico, di accelerare la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina -commenta Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento. È un giorno di festa per noi messinesi e per tutti coloro che da anni chiedono che questa infrastruttura – l'unica in grado di collegare stabilmente la Sicilia al resto dell'Italia e, parallelamente, di attrarre al Sud – sia posta al centro del dibattito nazionale e tra le opere strategiche per il Paese. E il primo sostenitore di questa grande opera è ed è sempre stato il presidente Silvio Berlusconi, che ringrazio per la convinzione e la passione con le quali ha sempre lavorato per un reale sviluppo del Mezzogiorno. Il provvedimento licenziato oggi dal CdM disegna la governance della società Ponte sullo Stretto, stabilisce che l'approvazione del progetto esecutivo dovrà avvenire entro il 31 luglio del 2024, e si pone l'obiettivo politico di posare la prima pietra entro la fine del prossimo anno. Per la realizzazione del ponte si stimano 5 anni di lavori. Il centrodestra al governo scrive una bellissima pagina di storia. Trasformiamo in realtà questa grande occasione”.

“I no ponte sono sempre stati una minoranza, ma negli anni, purtroppo, hanno trovato terreno fertile a causa di una ideologia miope di certa sinistra, che gli ha permesso di cavalcare, strumentalizzando, l'argomento -commenta il senatore FdI Nino, segretario in commissione Lavori pubblici, Ambiente, Transizione ecologica, Energia, Comunicazioni e Innovazione tecnologica. Finalmente, oggi, abbiamo una maggioranza di cdx e un ministro che in pochi mesi ha fatto quello che la sinistra non ha fatto per decenni. Non c'è più spazio per i signori del No ponte né per quelli che lo diventano oggi alla ricerca di visibilità. Tutto ruota intorno al ponte e ancora una volta si evidenzia l'attenzione del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini verso la realizzazione di grandi opere in Sicilia. Mi soddisfa e, da siciliano, mi inorgoglisce che si discuta della nostra meravigliosa isola anche su importanti tavoli con il primo istituto finanziario multilaterale del mondo per volume di prestiti. La disponibilità della BEI (Banca Europea per gli Investimenti) di valutare il ruolo di partner finanziario per la realizzazione del Ponte e il via libera a 3,4 miliardi di euro per l'ammodernamento e il potenziamento della linea ferroviaria Palermo-Catania, che permetterà di ridurre di un terzo i tempi di percorrenza, sono due bellissime notizie. Il Ponte sullo Stretto rappresenta una cerniera strategica dei grandi corridoi TEN-T della Ue e l'accelerazione del completamento della rete ferroviaria siciliana AV, che sta realizzando il vicepremier Salvini, dimostrano l'impegno concreto del Governo di porre il Sud e la Sicilia al centro dell'attenzione per lo sviluppo sostenibile e la ripresa del Paese”.

“Accogliamo con grande apprezzamento e soddisfazione il via libera del Consiglio dei Ministri al decreto legge sul ponte dello Stretto, un'opera strategica che da sempre la Sicilia e i siciliani ritengono fondamentale per eliminare il divario tra Nord e Sud e che permetterà alla nostra Isola di avere finalmente un collegamento diretto con l'Italia ed il resto dell'Europa -commenta il presidente della Regione Sicilia Renato Schifani. Naturalmente al ponte – aggiunge il presidente Schifani – va associato il potenziamento complessivo delle reti viarie e autostradali ad esso connesse e la realizzazione di infrastrutture di supporto che sono necessarie”.

 

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Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.