Ponte sullo Stretto, il fascismo di pochi antifascisti impedisce il confronto tra Ciucci e Messina

Ciucci Basile siciliansMESSINA. Strano concetto di libertà quello di un gruppetto di sedicenti antifascisti-pacifisti che stamane hanno impedito all'amministratore delegato della Stretto di Messina Pietro Ciucci e ad alcuni tecnici della società concessionaria della progettazione e della costruzione del ponte sullo Stretto di confrontarsi con la città su temi fondamentali, a partire da quello degli espropri.

Dimostrando di una poco invidiabile mancanza di eleganza supportata da una evidente scarsa conoscenza del bon ton istituzionale, i soliti amanti delle marcette (davvero pochi, privi com'erano dei consueti rinforzi esterni) hanno prima accolto Ciucci lanciandogli addosso rotoli  di carta igienica prima (dando così prova di scarsissimo rispetto per l'ambiente, proprio loro che si avvolgono in questa parola come la piccola fiammiferaia nello scialletto lacero nella nota fiaba di Andersen) e impedendogli di parlare dopo, una volta che l'ad della SdM è entrato in Consiglio Comunale per confrontarsi con la Ponte. Richiamando quindi, con il loro comportamento antidemocratico, quella categoria che Pier Paolo Pasolini descrisse magnificamente, coraggiosamente e lucidamente nella raccolta di scritti “Il fascismo degli antifascisti”.

Gli stessi che, dando prova di un'ignoranza storica abissale, non consentono agli ebrei di entrare nelle università (vi ricorda qualcosa?), che nei cortei difendono i criminali di Hamas e il loro odio immotivato verso Israele, che dicono di difendere l'ambiente ma non vivono senza il loro cellulare che funziona grazie al coltan. Ché la coerenza, si sa, è cosa rara e preziosa. Il confronto è ripreso solo nel pomeriggio, ma oggi i nopontisti hanno inferto una ferita non trascurabile al concetto di democrazia. 

mm

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.