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Passa la legge, la Sicilia dice addio alle Province

Il presidente della Regione Rosario Crocetta

Approvata dall’ARS la legge che sospende in Sicilia le elezioni delle Province regionali. Entro il 31 dicembre l’Assemblea Regionale Siciliana dovrà esitare anche la normativa per la creazione dei Consorzi di Comuni e delle città metropolitane di Palermo, Catania e Messina.

Le nove Province vanno in soffitta, sostituite dai consorzi. Il numero esatto sarà definito in corso d’opera, ma saranno tra 12 e 15.

Crocetta respinge al mittente chi lo accusa di non avere tagliato alcuna spesa, perché a capo dei Consorzi ci saranno i sindaci dei Comuni, eletti dalle assemblee di primi cittadini. Nelle sue previsioni il taglio delle indennità dovute a presidenti, assessori e consiglieri comporterà risparmi per oltre 10 milioni di euro l’anno.

E visto che saranno enti di programmazione (quello che le Province avrebbero dovuto essere e non sono mai state) non gestiranno un euro che sia uno.

“Oggi abbiamo fatto il primo passo di una riforma delle Autonomie di cui questa Regione ha assoluto bisogno e che rappresenta il punto di svolta di questa legislatura -ha commentato il presidente del gruppo parlamentare PD all’ARS Baldo Gucciardi. Abbiamo la possibilità di scrivere una pagina di democrazia che contribuisca a colmare la frattura tra la politica e l’opinione pubblica non possiamo sprecarla. Questo Parlamento ha la possibilità di fare da apripista nel percorso riformatore che i tempi ci chiedono di percorrere”.

“La scelta di sopprimere le Province è una risposta concreta alla richiesta di cambiamento dei cittadini. L’istituzione dei Liberi Consorzi dei Comuni sarà certamente l’occasione per realizzare ildecentramento amministrativo che deve riguardare anche la Regione -ha aggiunto il deputato e segretario regionale del PD Pippo Lupo. Questo taglio consentirà di liberare risorse dainvestire per lo sviluppo ed il lavoro. Con i Consorzi si salvaguarderanno l’identità degli attuali territori provinciali, lo svolgimento delle funzioni amministrative, i livelli occupazionali e i diritti dei lavoratori delle attuali Province. E’ certamente positivo -conclude Lupo- che la proposta del PD di sopprimerle sia stata condivisa dall’intera coalizione e da forze politiche che non fanno parte della maggioranza”.

Il Comune capofila sarà quello con il maggior numero di abitanti ed ai Consorzi spetteranno le funzioni di SRR, ATO e Distretti per il turismo.

In attesa di varare la legge definitiva, per le otto Province che a maggio avrebbero dovuto essere rinnovate (tra queste Messina) ci sarà un commissario straordinario nominato da Crocetta e da l’assessore agli Enti Locali. Grazie alla legge varata ieri, vanno a casa anche i commissari nominati dall’ex presidente Lombardo.

E restando in tema di commissariamenti, i Consigli provinciali in scadenza (otto su nove scadono a maggio) saranno sostituiti da un commissario straordinario nominato dal presidente della Regione, d’intesa con l’assessore alle Autonomie locali.