#Palermo. Al Teatro di Verdura il Festival dell’operetta, si chiude con Cin ci là

Umyosotisltimo appuntamento al Teatro di Verdura per il Festival dell’operetta. Domani, martedì 25 agosto, alle 21 e 30 la grande compagnia di operette del Teatro Franco Zappalà, formata da circa un centinaio di artisti, metterà in scena Cin ci là di Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato.
I due composero l’operetta nel 1925, in piena epoca fascista e, adeguandosi al gusto poco sofisticato dell’epoca, strutturarono lo spettacolo con una particolare propensione verso la sentimentalità musicale, efficacemente esibita in brani molto ritmati e allegramente leggeri. Infatti, fin dalla sua prima rappresentazione, a Milano nel 1926 al Teatro Dal Verme, Cin ci là, proprio per il suo facile ascolto, divenne una delle operette più apprezzate dal pubblico.

La vicenda si svolge a Macao, città di una Cina leggendaria, dove è prossimo il matrimonio tra Myosotis, il soprano Anita Venturi, e il principe Ciclamino, erede al trono di Corea, il tenore Filippo Pina Castiglioni.

Ma bisogna rispettare il Ciun-ki-sin, una tradizione che bandisce ogni forma di divertimento e di lavoro per tutto il periodo intercorso fra il fidanzamento e il momento in cui il matrimonio sarà consumato. Ad annunciare l’avvenuto compimento della faccenda, sarà il dolce suono di un carillon, posizionato sopra la pagoda, dove i due sposi andranno ad amoreggiare.

Il carillon però tarda a suonare. Sia Myosotis che Ciclamino, educati nella più totale ingenuità, non hanno la più pallida idea di matrimonio, della prima notte di nozze, dell’amore coniugale e tantomeno di come nascono i bambini.

La situazione si prolunga, oltre ogni limite, finché a Macao non arriva Cin ci là avvenente attrice cinematografica francese, la soubrette Silvia Felisetti, assai disinvolta nel cambiare mariti e amanti, con fama di avventuriera e di autentica mangiatrice di uomini.

A Macao trova, in un sol colpo, suo marito Blum (Ivano Falco) che per la disperazione è fuggito in Cina e ora è al servizio del Mandarino da tutti creduto un eunuco, un suo irriducibile amante innamoratissimo di lei Petit Gris (Alessandro Brachetti) e lo stesso

Mandarino Fon Ki (Paolo La Bruna), che l’aveva mantenuta generosamente per anni.  Proprio a Cin ci là il Mandarino affiderà la principessa Myosotis e Ciclamino, affinché faccia loro scoprire le gioie dell’amore. Ma il timido Ciclamino si innamori di lei, mentre Petit Gris ingelosito rivolge le sue attenzioni a Myosotis. Il carillon così finisce per suonare spesso e a sproposito. Tutto questo scatena le ire di Fon-Ky, il quale che vuol punire aspramente Petit Gris per essersi approfittato della figlia. Fortunatamente i due giovani sposi si ritroveranno soli e finalemte coroneranno il loro matrimonio. Lo scaltro Petit Gris troverà comunque il modo di sfuggire alle ire del Mandarino riuscirà e tornare a Parigi assieme alla sua amata Cin ci là.
Ancora una volta dirige l’Orchestra del Teatro Franco Zappalà con i giovani musicisti dell’orchestra Giovanile Meditarranea Michele De Luca. Le coreografie del corpo di ballo sono di Giuseppe Minnella, e la regia è di Franco Zappalà. Gli allestimenti scenici sono di Giovanni Vallone coadiuvato da Jalal Mousa Mohammad Aboukush, i costumi di Domenica Alaimo, audio di Giovanni Russo, luci di Francesco Di Gesù.

In occasione dello spettacolo, Carlotta Lombardo di San Chirico, direttrice artistica dell’evento, e il Museo Sandro Massimini di Fiuggi invitano il pubblico alla visita del percorso didattico,con contributi archivistici che provengono dall’Archivio Casa Musicale Lombardo del percorso didattico Adagio mangiando adagio il cibo nell’opera e nell’operetta italiana

L’evento è in collaborazione con il Centro Studi Farinelli, il Progetto Scuola POLICULTURA EXPO2015 su indicazione del professore Franco Mercalli, su supporto della piattaforma web EXPOINCITTÀ, l’Istituto dei Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna ed il Museo Sandro Massimini.

Il tour prevede il passaggio della mostra in tutte le regioni italiane. Adagio mangiando adagio scopre il binomio tra cibo e operetta seguendo alcuni peculiari compositori pugliesi come Mario Costa, Tito Schipa, Umberto Giordano e interpreti quali Cloe Elmo e  Farinelli, oltre ai maestri Pietro Mascagni, Gioacchino Rossini, il napoletano Carlo Lombardo, Giuseppe Pietri, Giacomo Puccini e grandi compositori siciliani come Alfredo Cuscina e Vincenzo Bellini.


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Armando Montalto

Tra la metà dei Novanta e i primi Duemila ha cambiato città, paese e occupazione con la rapidità di un colibrì. Insomma, questo quarantenne messinese, dopo aver fatto consegne a Canal Street, parlato in nome della UE, letto Saramago, tirato sassi sul Canal Saint Martin e bevuto fiumi di birra ha deciso. Tornare a casa, mettere su famiglia e la testa a posto. Oggi si divide tra libri, mare e famiglia. Intanto, prova a scrivere e a raccontare Messina.

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