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Operazione “Life”, sgominato giro di prostituzione

Iryna Ievska

Circoli ricreativi apparentemente innocenti che in realtà nascondono squallide storie di prostituzione. Dopo l’operazione Dolce Vita, che nell’ottobre 2012 ha portato a 13 arresti e al sequestro di 3 locali notturni, la Polizia ha fatto saltare a Sant’Agata Militello un gruppo criminale dedito allo sfruttamento della prostituzione di ragazze per lo più straniere, registrate come socie della pseudo associazione.

Associazione a delinquere finalizzata all’induzione alla prostituzione ed allo sfruttamento di essa. Con queste accuse stamane all’alba i poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Sant’Agata Militello hanno arrestato grazie ad un’ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Patti Scolaro su richiesta del Sostituto Procuratore Rosanna Casabona, che ha coordinato le indagini, quattro uomini e una donna.

Si tratta di Aldo Prestianni (53 anni) e Alfio Christian Vasi (30 anni), entrambi residenti a Sant’Agata Militello e ritenuti rispettivamente il titolare del locale notturno ed il suo più stretto collaboratore. Per loro sono scattati gli arresti domiciliari.

Obbligo di dimora invece per Iryna Ievska (32 anni) di origini ucraine e compagna di Prestianni, per Salvatore Zingales Botta (37 anni) collaboratore del gruppo e per Nicola Emanuele Peri (34 anni) residente a Cefalù e proprietario dell’immobile in cui si è svolto uno degli incontri.

Secondo gli inquirenti, i cinque sono stati gli organizzatori, direttori e parte di una finta associazione denominata “Life”, che di fatto gestiva un locale notturno a Sant’Agata Militello, dove era diventato un punto di richiamo per clienti provenienti da tutta la Sicilia.

Aldo Prestianni

A fare scattare le indagini degli investigatori del commissariato santagatese dei controlli amministrativi sul locale. Grazie a pedinamenti, appostamenti ed intercettazioni telefoniche gli inquirenti hanno accertato che dal tardo pomeriggio e fino all’alba grazie ad un finto tesseramento i numerosi clienti pagavano forti somme non solo per bere, ma anche per  assistere a spettacoli di lap dance e spogliarelli e, soprattutto, per avere rapporti sessuali con le ragazze del night.

Queste ultime erano reclutate con la mediazione di veri e propri organizzatori del settore, impiegate nel locale e retribuite con compensi fissi e provvigioni per fornire ai clienti prestazioni sessuali, mentre l’incasso era incassato direttamente dai gestori del locale secondo un preciso tariffario.

“I servizi offerti erano variegati -spiegano gli inquirenti- ed il relativo costo proporzionale al prodotto offerto nonché alla durata delle prestazioni: dai 50 euro previsti per un incontro di 10 minuti nelle salette appartate del privé, ai 170 euro richiesti per il pacchetto completo, che prevedeva un incontro più comodo innaffiato da vino.

A volte i gestori impiegavano le ragazze reclutate, organizzando incontri intimi in luoghi diversi dal locale notturno, anche fuori dalla provinciale.

Gli investigatori sono stati in grado di ricostruire un incontro organizzato dal titolare del night in un appartamento di Cefalù, tra una ragazza sudamericana e alcuni clienti.

Alfio Christian Vasi
Salvatore Botta Zingales
Nicola Emanuele Peri

Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.