Notti brave a Messina, tra minorenni che bevono alcolici, risse e strade trasformate in vespasiani

MESSINA. Ragazzine minorenni che passeggiano in centro bevendo birra con aria di sfida pur sapendo che è vietato per legge, locali che vendono alcolici agli under 18 (di chiedere la carta d'identità non se ne parla) o a clienti che poi se ne vanno in giro invece di consumare al tavolo, aggressioni per futili motivi e gente che ha trasformato la via Cicerone in un vespasiano pubblico. Come ogni sabato sera, anche questa volta abbiano assistito al solito spettacolo indecoroso di quella che è solo una parodia della vera movida. Tra bottiglie vuote abbandonate ovunque e locali affollati che si alternano ad altri altri tragicamente chiusi, si consuma la serata. La nota positiva è l'intervento immediato degli del commissario della Giovanni Giardina, che pur essendo impegnati altrove per altri controlli, subito dopo aver ricevuto la segnalazione di un locale a piazza Duomo che non rispettava le regole hanno comminato due per un totale di 1.200 euro per altrettante infrazioni: vendita di alcol al di fuori degli orari indicati e il mancato sbicchieramento. I controlli dei Vigili Urbani sono poi proseguiti in zona per verificare il rispetto dell'orario di chiusura e più di un locale è stato colto in fallo perché era ancora aperto dopo le 2 del mattino. Per quanto riguarda l'aggressione, avvenuta poco prima delle 3 di notte in via Primo Settembre, da ore si cerca il responsabile, mentre la vittima, un uomo con un cane, è stata portata all'ospedale Piemonte dal 118, anche se le sue condizioni non sono particolarmente serie. La domanda, alla fine, è solo una: ma i genitori dei minorenni che sciamano sbevazzando per le vie del centro, lo sanno cosa fanno i loro figli quando sono in giro?

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Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.