Messina, il teatro riparte da “Molto rumore per nulla”: adesso tocca alla città

MESSINA. È la commedia perfetta per eccellenza. Ritmi serrati, dialoghi eleganti e arguti, la trama che si risolve solo alla fine. “Molto rumore per nulla”, in scena al Teatro Vittorio Emanuele fino a domani alle 17.30, è ambientata a Messina ed è per questo che è stata scelta come spettacolo inaugurale della stagione 2021-2022 con un cast, a partire dal regista Gianpiero Cicciò, che ha curato anche la traduzione del testo e l’adattamento, quasi interamente messinese. Sulla genesi, la trama e la struttura, per chi non le conoscesse o non le ricordasse rimandiamo a questo link. Per quanto riguarda invece lo spettacolo al quale abbiamo assistito ieri sera, si può dire senza ombra di dubbio che l’interpretazione di Daniele Gonciaruk (Leonato) sia stata la migliore in assoluto insieme a quella di Luca Fiorino (Carruba). Davvero buoni la Beatrice di Federica De Cola (che avremmo visto meglio nel ruolo di Ero), la Margherita di Maria Pia Rizzo e il Borraccio di Francesco Bonaccorso. Non completamente chiara la scelta di un Don Juan interpretato dalla pur brava Adele Tirante, mentre l’ottimo cantate Luca Notari (Antonio) ha mostrato sì qualche limite quando si trattava di recitare ma ci ampiamente ripagati nell’intermezzo musicale, uno

dei momenti più riusciti della serata. La regia di Cicciò ha privilegiato l’aspetto drammatico rispetto a quello comico, ma il pubblico ha dimostrato di apprezzare non poco questa scelta e quindi va benissimo così. Sul palcoscenico anche Eugenio Papalia (Benedetto), William Caruso (Don Pedro), Claudio (Giuseppe De Domenico), Antonio Fermi (Frate Francesco), Giulia De Luca (Ero) e Cristina La Gioia (Orsola). Gradevolissime del musiche del maestro Dino Scuderi e di grande effetto le scene e i costumi di Francesca Cannavò. Entrambi due certezze tutte messinesi, da tenere stretti e valorizzare tutte le volte che sarà possibile. Un lungo, lunghissimo applauso finale ha ringraziato alla fine cast, regista e quanti hanno contribuito alla riuscita dello spettacolo. Un applauso quasi liberatorio e colmo della speranza di ripartire da questa serata a teatro per rimettere in moto l’intera città. Infine, visto che lo spettacolo, una produzione dell’Ente Teatro di Messina, è costato intorno ai 150.000 euro (una somma considerevole, soprattutto di questi tempi) sarebbe bene che i vertici dell’ente si impegnassero per farlo circuitare, perché tanto impegno non si esaurisca in poche repliche. Qualche taglio al testo per ridurre i tempi, la sostituzione di alcuni elementi del cast e da Messina potrà andare in giro per l’Italia uno spettacolo davvero piacevole.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.

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