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Le vertenze che hanno messo in ginocchio la città

Quante sono le vertenze che hanno spezzato la città negli ultimi anni? Tante, troppe. Come ha sottolineato Tonino Genovese, segretario della Cisl di Messina, dopo l’ultimo incontro con il commissario straordinario Croce, nel tempo “anche i sindacati hanno messo un po’ di polvere sotto il tappeto. Ma noi possiamo solo segnalare i problemi e dare indicazioni su come risolverli. Farlo non è compito nostro, ma di chi amministra e governa”. E andiamo alle vertenze più significative delle tante in corso.

ATM Dal 22 ottobre occupano la sala Commissioni di Palazzo Zanca, ignorati da tutti. Fino ad oggi i 598 lavoratori dell’Azienda trasporti hanno maturato 3 interi stipendi non pagati, oltre al saldo di luglio. Tra un po’ ci sarà da pagare anche novembre, ma Croce ha dato disposizioni di saldare prima la parte contributiva. Dei 2 milioni 666 mila euro avuti con i dodicesimi di bilancio, per loro resterebbero meno di 500 mila euro: sufficienti solo per il saldo di luglio e un acconto di agosto e con la prospettiva di non incassare altro fino a febbraio.

MESSINAMBIENTE Da oltre 4 anni i 540 lavoratori sono pagati a singhiozzo. La liquidità arriva dal Comune attraverso l’ATO 3. Ma ogni mese, invece dei 2 milioni 550 mila euro previsti l’ATO3 mandava solo un milione 800 mila euro. Quattro anni di questa follia e adesso la raccolta rifiuti è in ginocchio. Mancano i soldi per le bollette della luce, per il gasolio e persino per i sacchi della spazzatura, sono arrivate le prime denunce da parte dei singoli lavoratori tramite gli avvocati e ogni settimana si sfiora l’emergenza sanitaria.

COMUNE Da ottobre del 2011, come abbiamo iniziato a scrivere già  un anno fa, gli stipendi sono arrivati con qualche giorno ritardo. Pochi per carità, ma sufficienti per mettere in allerta a dispetto delle rassicuranti affermazioni dell’ex sindaco Buzzanca e della sua Giunta, che continuavano a dire che i debiti si aggiravano sì e no intorno ai 35 milioni di euro. Finalmente la ragioneria generale ha ammesso che in realtà siamo a oltre 70, ma più di un addetto ai lavori sostiene che si è oltre i 300. Dato non irreale se ai 72 milioni ufficiali se ne aggiungono almeno altri 80 tra ATM e Messinambiente e si conteggiano i tributi non incassati (solo lo 0,5% negli ultimi 2 anni), gli affitti mai visti dei 1.500 appartamenti di proprietà del Comune dove non solo si pagano canoni irrisori ma non si riesce neanche  a farseli versare. E poi il buco nero del contenzioso, che è talmente vasto che neanche gli uffici di Palazzo Zanca riescono a quantificarlo. Almeno per ora. Il risultato è che i 1.900 dipendenti del Comune, precari compresi, hanno incassato lo stipendio di settembre con quasi un mese di ritardo e quello di ottobre lo hanno visto solo pochi giorni fa. E visto che le risorse disponibili si sono esaurire prima ancora di essere in cassa, anche per loro niente tredicesima né stipendio fino a febbraio, quando dallo Stato arriverà l’ultima tranche del 2012.

DUSTY E’ una vertenza che riguarda la provincia, ma non è possibile non citarli. Sono in 244 e saranno licenziati perché l’ATO ME 2 non paga i Comuni per i quali lavorano a causa di un contenzioso nato con una ditta cui non sono state liquidate le fatture per il lavoro fatto. La Dusty deve avere 9 milioni di euro e dove i Comuni non firmano il contratto di subentro per accollarsi direttamente il costo del servizio, i dipendenti saranno licenziati. Intanto la FP Cgil e la Fit Cisl hanno presentato delle denunzie in Procura contro i sindaci di Roccavaldina, Monforte San Giorgio ed Oliveri, che non siglano il contratto di subentro con la Dusty,  ma affidano la raccolta rifiuti ad altre ditte, scatenando così guerre tra i lavoratori.

COOPERATIVE SERVIZI SOCIALI Sono loro che si prendono cura della parte debole della collettività (disabili, anziani, giovani in difficoltà) ma sono pagati a singhiozzo. In 800 lavorano tra le 36 e le 24 ore a settimana e per pagarli tutti servono meno di 2 milioni al mese. Eppure, ci sono lavoratori che non prendono stipendio da aprile, ma la maggior parte non è pagata da giugno. Ad aggravare la situazione la notizia confermata nei giorni scorsi dal dirigente dei Servizi Sociali de Francesco, che ha ammesso che non ci sono fondi per rinnovare i bandi che scadranno a gennaio 2013. I sindacati hanno preteso ed ottenuto l’apertura di un tavolo tecnico che individui le somme da impegnare nei prossimi due anni.

L’AMBIENTE La società cura il servizio pulizie per conto del Comune non solo a Palazzo Zanca, ma anche in tribunale e al Palacultura. Da gennaio l’azienda ha pagato con fondi propri perché la Ragioneria Generale non liquida fatture da dicembre. Ormai non è più in grado di anticipare nulla e da agosto gli 80 lavoratori sono senza stipendio.

CLINICA SANTA RITA Come si vede dalla foto, mentre Grazia Romano, tra i maggiori azionisti della clinica e con interessi anche in altre strutture sanitarie, apre una banca a Palermo, i lavoratori di Messina sono senza risposte. La Romano, che è presidente della cooperativa Teseos impegnata nei servizi sociali, è nel mirino della FP Cgil perché pur avendo incassato da Palazzo Zanca diverse fatture non paga i lavoratori.

TRISCELE La loro cassa integrazione in deroga sta per scadere e la possibilità di ottenere il prolungamento degli ammortizzatori sociali è appesa al filo della decisione del Comitato Regionale per l’Urbanistica rispetto al cambio di destinazione d’uso dell’area in cui sorge lo stabilimento. Se arriverà l’ok ed il terreno diventerà edificabile, l’azienda potrà venderlo ed avrà la liquidità necessari per spostare altrove la produzione, salvaguardando i 41 posti di lavoro. Intanto la settimana prossima la proprietà, così come si è impegnata a fare il 31 ottobre scorso in Prefettura, dovrà presentare la documentazione che attesti che sta realmente lavorando al Piano Industriale, passaggio indispensabile per presentare la richiesta di cassa integrazione straordinaria.

ENTE TEATRO Tra dipendenti, collaboratori e orchestrali sono un esercito di 120 persone che da 25 anni fa cultura e contribuisce all’economia della città. Da due mesi sono senza stipendio e sono in attesa che arrivi il commissario straordinario inviato dalla Regione, che ha decapitato il Consiglio di Amministrazione. Occupano il teatro dal 23 ottobre e dichiarano che non se ne andranno fino a quando non arriveranno interlocutori all’altezza della situazione. Tradotto: fino a quando questo CdA non se ne andrà a casa noi non ci muoveremo da qui.