Intimidazioni “mafiose” a De Luca, molto rumore per nulla: solo un saluto sopra le righe
MESSINA. Much ado about nothing. Molto rumore per nulla. Cateno De Luca vive da talmente tanto tempo a Messina, che evidentemente ha fatto proprio il titolo della famosissima commedia di Shakespeare ambientata proprio in riva allo Stretto.
Alla fine, le intimidazioni mafiose che a suo dire gli sarebbero state rivolte nel pomeriggio mentre faceva campagna elettorale a Barcellona Pozzo di Gotto e che ha denunciato con veemenza in un video, si sono rivelate per quello che molti hanno subito pensato: una semplice bravata.
Anzi, neanche una bravata: solo un saluto un po’ fuori dalle righe di un entusiasta sostenitore di De Luca stesso, visto che l’autore delle presunte minacce è il fratello di una candidata in lista con Melangela Scolaro, candidata sindaco a Barcellona Pozzo di Gotto sostenuta proprio dal primo cittadino di Taormina. Del resto, chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la cronaca nera barcellonese, sa bene che se la cupola criminale locale decide di intimidire qualcuno, non lo fa certo urlando minacce davanti a tutti, ma con molta più discrezione ed efficacia.
A smontare come un soufflé venuto male le dichiarazioni di De Luca è proprio l’avvocato del ragazzo che secondo lui lo avrebbe minacciato.
“In relazione ai fatti verificatisi nel pomeriggio odierno e alle dichiarazioni rese dall’on. Cateno De Luca, il quale ha riferito di essersi sentito intimorito da presunti atteggiamenti riconducibili a soggetti definiti “balordi”, comunica quanto segue -dichiara l’avvocato Giuseppe Imbesi. Ho ricevuto formale incarico dal mio assistito, il quale, dopo aver riconosciuto in un video il proprio mezzo e dopo aver ascoltato i messaggi e i commenti circolati sull’accaduto, mi ha contattato con forte preoccupazione, essendogli stati di fatto attribuiti comportamenti dal contenuto intimidatorio nei confronti dell’on. De Luca.
Sin d’ora, il mio assistito respinge con fermezza ogni addebito, precisando che, per come dallo stesso riferitomi, quanto avvenuto sarebbe consistito unicamente nell’aver rallentato la marcia del proprio veicolo nel momento in cui si è trovato a transitare in prossimità del gruppo di sostenitori presenti insieme all’on. De Luca. Il mio Aassistito mi riferisce, altresì, di aver nuovamente incrociato poco dopo l’onorevole in prossimità degli svincoli autostradali e, anche in quella circostanza, di aver rallentato la marcia e azionato il clacson esclusivamente a titolo di saluto, di incitamento e di partecipazione, e non certo con finalità minacciose o intimidatorie.
Lo stesso assistito riferisce inoltre che, subito dopo aver visionato il video in questione e avendo compreso la possibile errata interpretazione dei fatti, avrebbe immediatamente contattato il collega avv. Giuseppe Sottile, che, per quanto a sua conoscenza, farebbe parte dello staff vicino al candidato sindaco avv. Scolaro e anche all’on. Cateno De Luca, al fine di rappresentare la propria preoccupazione per l’equivoco venutosi a creare. Sempre secondo quanto riferito dal mio assistito, la risposta ricevuta sarebbe stata: “non posso farci nulla”.
Va peraltro evidenziato che il mio assistito è fratello di una candidata presente nelle liste dell’avv. Scolaro per la carica di consigliera comunale e che, proprio per tale ragione, il gesto da lui compiuto va letto, al più, come espressione di partecipazione, di enfasi e, se del caso, di eccessiva goliardia, ma mai come manifestazione di un atteggiamento mafioso o comunque intimidatorio. Pertanto, si respinge in modo netto e inequivoco l’utilizzo del termine “mafia”, che appare del tutto sproporzionato, improprio e gravemente lesivo della reputazione di un giovane lavoratore, profondamente amareggiato per il fraintendimento che si è venuto a creare.
A riprova della piena volontà di chiarire immediatamente ogni aspetto della vicenda, comunico che nella giornata di domani, compatibilmente con gli impegni lavorativi serali del mio assistito, ci recheremo presso la locale Compagnia dei Carabinieri per rendere spontanee dichiarazioni sui fatti. L’auspicio è che l’intera vicenda venga ricondotta entro il suo reale perimetro: un episodio male interpretato, privo di qualunque contenuto minatorio, intimidatorio o, peggio ancora, mafioso. Barcellona Pozzo di Gotto è fatta di uomini e donne perbene, di lavoratori, di giovani seri e di persone che non meritano di vedere infangata la propria immagine con accostamenti tanto gravi quanto ingiustificati. Ribadisco, quindi, con assoluta fermezza il concetto essenziale: non vi è stato alcun atteggiamento mafioso da parte di alcuno in relazione ai fatti narrati oggi dall’On. De Luca”.
Insomma, nel video De Luca ha preannunciato un esposto al questore e al prefetto per un fatto che, a quanto pare, non solo non si sarebbe verificato ma che rischia di trasformarsi in un boomerang. Boomerang del quale la compagine deluchiana, che già non sembra avere grandi chance né a Milazzo né a Barcellona Pozzo di Gotto, non ha davvero bisogno.

