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Il mistero dei fondi Ecopass e le strane convenzioni

Renato Accorinti e Luigi Sturniolo

La media è di 5 milioni di mezzi tra auto, moto, camion e TIR che ogni anno attraversano lo Stretto e fanno di alcune zone di Messina delle trappole mortali.

Nelle casse del Comune però, dall’1 giugno 2010 ad oggi, pare che con i ticket dell’Ecopass siano entrati sì e no 3 milioni di euro. Troppo poco persino per chi non è molto ferrato in aritmetica.

E così Luigi Sturniolo, consigliere di Cambiamo Messina dal basso, ha presentato un’interrogazione al sindaco Renato Accorinti per chiedergli di squarciare un bel po’ di veli.

Partendo dal fatto che non si sa ancora quanto effettivamente abbiano incassato le società cui è stato affidato il servizio di riscossione del ticket, visto che per ora la sola certezza è che il Gruppo Caronte-Tourist e la Meridiano Lines hanno sempre pagato con notevole ritardo, come ha affermato pubblicamente l’ex Ragioniere Generale Ferdinando Coglitore. Più puntuale nei conti e nella consegna degli incassi RFI, ma da un’azienda di Stato è il minimo, mentre al momento non si hanno notizie della Terminal Tremestieri.

Nonostante la richiesta ufficiale dell’ex commissario straordinario Croce inviata a fine marzo alle quattro società dopo le interrogazioni dei consiglieri Nino Carreri e Libero Gioveni, a tutt’oggi nulla o quasi è arrivato a Palazzo Zanca. Una sete di chiarezza, quella di Croce, che non si ricorda abbia mai sfiorato l’ex sindaco Buzzanca.

Che pure ha affidato l’incarico di riscossione a soggetti esterni all’amministrazione comunale e che per l’Ecopass ha emesso ben cinque ordinanze sindacali tra marzo del 2010 e settembre 2011 (l’ultima è dell’ex commissario straordinario), siglato due protocolli d’intesa con le compagnie di navigazione e con il Comune di Villa San Giovanni (cui spetta il 25% degli incassi) e firmato una convenzione per la riscossione del ticket il 24 ottobre 2011.

Le richieste di Sturniolo ad Accorinti sono molto chiare. A partire dalla necessità di conoscere i benefici finanziari che l’introito di questa tariffa avrebbe dovuto apportare nelle casse comunali”.

In particolare, il consigliere chiede di sapere quale sia “il totale delle somme incassate per anno da ogni singola compagnia di navigazione, se queste somme sono state versate e rendicontate nei tempi e nei modi stabiliti dall’amministrazione comunale, se questo Ente ha mai esperito dei controlli sull’operato delle società, se questa amministrazione ha organizzato dei controlli sui veicoli in transito da e per la Sicilia

per accertare che i conducenti abbiano pagato la tariffa dovuta e, in particolare, se è stato richiesto il pagamento della tariffa maggiorata di 30 euro per gli autoveicoli di massa superiore alla 3,5 tonnellate che hanno utilizzato gli approdi del Porto Storico e della Rada San Francesco”.

Ma Sturniolo mette i puntini sulle “i” anche rispetto ad un altro punto fondamentale oltre che inspiegabile: la convenzione stipulata con la Società Caronte & Tourist il 14 ottobre 2011, inerente la riscossione della tariffa, esonera la stessa società da qualunque responsabilità oltre che dall’obbligo di imporre il pagamento del ticket.

Che tradotto in soldoni, significa che ci vuole pagare paga, chi non vuole pagare non paga tanto non gli succede nulla e la società lo fa traghettare ugualmente.

E non è tutto. Perché c’è da chiarire anche come mai il protocollo d’intesa stipulato il 29 agosto 2011 tra il sindaco Buzzanca e il suo omologo di Villa San Giovanni, preveda che al Comune calabrese spetti il 35% degli incassi, ma non responsabilità o il pagamento di eventuali oneri dipendenti dall’accordo.

Per capire quanto l’Ecopass avrebbe dovuto far entrare nelle case di Palazzo Zanca, basta dare un’occhiata all’ultimo piano tariffario previsto dall’Ordinanza n° 22 del 21 luglio 2011: le auto devono pagare un euro, i mezzi superiori alle 3 tonnellate e mezzo 3 euro e Camion di tonnellaggio superiore e TIR che utilizzano gli approdi del vecchio porto e della Rada San Francesco 30 euro.

Facendo una media rispetto al fatto che i residenti non pagano e calcolando un solo euro per 5 milioni di mezzi, in teoria solo da luglio 2011 dovrebbero essere entrati nelle casse comunali oltre 12 milioni di euro. Dei quali però, non c’è traccia.

“Siamo in attesa di conoscere le notizie richieste per una valutazione dei fatti –scrive ancora Sturniolo- e per verificare se si è operato sempre nell’interesse del Comune di Messina. E se qualora non lo si fosse fatto, per individuare le responsabilità. Ci auguriamo che questa amministrazione riveda immediatamente gli atti e le convenzioni adottate dai precedenti esecutivi per garantire all’Ente maggiori risorse”.

Poi l’ultima richiesta: la creazione di un ufficio speciale per l’Ecopass “che eroghi un servizio svolto con continuità -conclude il consigliere comunale- e  che controlli e verifichi l’operato delle società in applicazione di quanto disposto dal Comune di Messina”.

Adesso il sindaco Accorinti ha 10 giorni di tempo per rispondere ai quesiti posti da Sturniolo, che ha messo nero su bianco le domande che la città, almeno la parte più attenta, si pone da anni. Compresa la più importante: ma i soldi dell’Ecopass che fine hanno fatto?