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Il capitale umano

Il capitale umano

Paese: Italia

Genere: Drammatico

Durata: 109 minuti

Regia: Paolo Virzì

Questa volta il regista livornese mette in secondo piano (ma senza eliminarli) i toni della commedia all’italiana per portare sullo schermo forse il suo film più tetro e drammatico, tratto dall’opera omonima di Stephen Amidon.

Nord Italia, durante il periodo delle arrampicate sociali, quando tutto sembra possibile e tutti si vantano di poter fare ogni cosa in barba a questo e quello e chi non lo fa è un nessuno.

Di notte un ciclista è investito da una macchina e vola fuori strada finendo in coma. Gli eventi tornano a sei mesi prima, quando un padre accompagna la figlia dal fidanzato e i genitori si conoscono. Il padre di lui è un ricco finanziere brianzolo e si sente chiedere dall’altro se è vero che gestisce un fondo d’investimento dai tassi più che allettanti.

Sentendosi rispondere di sì, questi chiede di poterci entrare, fare soldi gli interessa. Ma gli eventi

prendono una piega inaspettata e il denaro immobilizzato inizia a pesare sul bilancio del piccolo imprenditore, che ha anche un altro figlio in arrivo. E su questo leit motiv si incanalano anche le storie anche delle altre vite che girano attorno a queste due famiglie…

Un ritratto amaro dell’Italia dello scaricabarile. Amaro quasi quanto fedele. Proprio questo sembra essere il soggetto su cui vuole porre l’attenzione Virzì: la fuga dalle responsabilità quali che queste siano.

Se le cose sono andate male non è per colpa nostra ma sempre dell’arbitro, del campo, delle condizioni meteo avverse. Nessuno è disposto a fare un passo avanti e dire: “sì, è colpa mia”. E allo stesso modo troveranno soluzione le vicende di questa storia, in cui dei capri espiatori finiranno, loro malgrado, per accollarsi tutte le responsabilità. Un ritratto amaro si diceva, ma attenzione perché anche se il periodo narrato è quello di qualche anno fa, la situazione non è affatto migliorata e il film di Virzì riesce ad essere incredibilmente attuale. Consigliato a chi crede che si stia uscendo dalla crisi.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.