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I lavoratori della Servirail bloccano la stazione

Il blocco del binario 8 alla stazione centrale

Due blocchi a distanza di poche ore uno dall’altro e la minaccia di farlo ancora. Dopo un’occupazione che dura da otto giorni, adesso gli 82 dipendenti della Servirail hanno deciso di passare alle maniere forti. Per ben due volte ieri, in tarda mattinata e poi dopo le 16 hanno bloccato i treni a lunga percorrenza. Quelli sui quali hanno lavorato fino a pochi giorni fa e che da domani, quando entrerà in vigore il nuovo orario delle Ferrovie dello Stato, finiranno in soffitta, insieme al loro posto di lavoro. 

Sì, perché i tagli sistematici attuati da oltre 16 anni dal Gruppo FS in riva allo Stretto hanno provocato un disastro dietro l’altro anche nell’indotto. Questa volta le vittime sono i dipendenti della Servirail, l’azienda che fino ad oggi ha gestito il servizio di accompagnamento notte sui wagon lits e che, visti i criteri del nuovo bando per l’aggiudicazione dell’appalto, ha preferito non partecipare. Ottantadue solo a Messina (e sono stati fra i primi a saltare, vista la cancellazione dei treni notturni a lunga percorrenza), almeno altri 800 nel resto del Paese. 

“È successo quello che andavamo predicando da mesi -commenta Michele Barresi, segretario provinciale della Fit Cisl di Messina. Quando sono stati annunciati i licenziamenti abbiamo subito chiesto al Gruppo Ferrovie dello Stato di farsi carico del reinserimento di questi lavoratori. I vertici FS hanno ignorato le nostre continue richieste ed il risultato è una tensione che potrebbe precludere anche ad azioni di protesta ancora più eclatanti. Sostenere che non essendo dipendenti delle Ferrovie non è compito del Gruppo farsi carico di questi lavoratori è inaccettabile. La loro tipologia di lavoro è riconducibile solo alle FS. È evidente che le Ferrovie dello Stato devono intervenire per evitare un’altra emergenza sociale che rischia di diventare incontrollabile”.   

Michele Barresi, segretario provinciale Fit Cisl Messina

I sindacati provinciali non sono riusciti ad arginare la rabbia dei lavoratori, ma hanno già scritto ai prefetti delle 7 città interessate (oltre a Messina anche Torino, Milano, Roma, Napoli, Bari e Venezia) chiedendo un loro intervento sul Governo Monti perché si trovi una soluzione alla vertenza. E si sono mosse anche le segreterie nazionali, impegnate da 4 giorni in trattative-fiume con l’azienda, che stanno cercando di far interessare alla vicenda anche il presidente della Repubblica Napolitano. 

Le Ferrovie liquidano la questione con un comunicato di poche righe nel quale sottolineano che “il Gruppo FS Italiane, come annunciato, è già impegnato a evitare che nessuno dei suoi 900 lavoratori interessati dalla riorganizzazione del servizio notturno perda il posto. A tale proposito,

è stato già intrapreso un piano per il loro ricollocamento presso altri processi produttivi. Per i lavoratori delle ditte in appalto il Gruppo è impegnato affinché siano resi disponibili gli strumenti e gli ammortizzatori sociali che per legge valgono per ogni azienda”.  

Sarà. Però le discussioni tra sindacati e azienda vanno avanti ad oltranza senza che si arrivi ad una soluzione visto che al tavolo delle trattative, ma lo hanno ribadito più volte negli ultimi 6 mesi, le FS continuano invece a sostenere che il problema non li riguarda perché i lavoratori licenziati non sono dipendenti del Gruppo Ferrovie dello Stato. Intanto da giorni i dipendenti della Servirail protestano in tutte le città toccate dai tagli. Non solo Messina quindi, ma anche Roma (qui hanno occupato un palazzo delle FS in via Prenestina), Milano (dove alcuni ferrovieri hanno occupato una torre-faro, mentre una cinquantina di loro si è accampata vicino per dare il cambio), Torino (anche qui nella stazione di Porta Nuova un gruppo di lavoratori ha preso possesso di una torre-faro, mentre altri hanno bloccato i treni), Napoli (occupati a singhiozzo alcuni binari, mentre alcuni dei manifestanti si sono incatenati). 

I dipendenti della Servirail occupano la sede dell'azienda

Peraltro, nonostante l’ampio preavviso del cambio della guardia nella gestione del servizio, la confusione regna sovrana anche per il passaggio delle consegne. L’incontro organizzato due giorni fa con le società La Tecnica ESP S.p.A., Sicuritalia Group Service e Sicuritalia Servizi Fiduciari (il raggruppamento di imprese che si è aggiudicato l’appalto) non si è svolto perché i rappresentanti del Gruppo FS hanno comunicato alla Fit Cisl nazionale che il raggruppamento di imprese ha dichiarato di non essere nelle condizioni di garantire nell’immediato la continuità del servizio. 

E vista l’imminente scadenza del nuovo orario, Trenitalia ha contattato la  “Angel Service” (l’azienda arrivata seconda nella gara d’appalto) per farla subentrare temporaneamente. L’impresa ha già dato la propria disponibilità e adesso si sta verificando se realmente la “Angel Service” è in grado di garantire i servizi previsti dal bando. 

“Preso atto delle comunicazioni di FS -dichiara la Fit Cisl nazionale- insieme alle altre organizzazioni sindacali abbiamo  ribadito, ancora una volta,  che la vertenza si potrà chiudere solo quando saranno individuate soluzioni concrete che garantiscono occupazione e reddito ai circa 800  lavoratori   interessati. Valuteremo i risultati che scaturiranno dalle azioni che i rappresentanti di Trenitialia stanno mettendo in campo. Ma non è possibile ignorare -conclude il sindacato- che le modalità con cui si sta svolgendo questa vicenda  sono parecchio discutibili”.

Intanto questa sera alle 19 partità l’ultimo treno notturno a lunga percorrenza e una volta di più l’Italia sarà un Paese a due velocità.