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I dipendenti della Servirail occupano l’azienda

I dipendenti della Servirail occupano la sede dell'azienda

Sono asserragliati all’interno dell’impianto della Servirail al primo binario della stazione da ieri pomeriggio. L’11 dicembre scatteranno i licenziamenti per gli 85 dipendenti della società che fino alla settimana prossima gestirà il servizio di accompagnamento notturno sui wagon lits e che a causa dei parametri inaccettabili dal punto di vista economico previsti dal nuovo bando di Trenitalia ha preferito gettare la spugna e non partecipare. 

Conseguenza immediata di questa decisione e dei tagli ai treni notturni a lunga percorrenza voluti dal Gruppo Ferrovie dello Stato, il licenziamento di 85 lavoratori messinesi impegnati nel servizio. Ma a breve la scure si abbatterà anche sugli altri dipendenti della Servirail attivi in altre città del Paese e a rischi ci sono almeno ulteriori 300 posti di lavoro. 

“Da qui non ci muoviamo fino a quando non avremo garanzie precise sul nostro futuro” dichiarano i lavoratori chiusi dentro

la struttura. Ieri hanno iniziato l’occupazione tutti insieme e da stamattina si daranno il cambio visto che la protesta andrà avanti a oltranza.

Peraltro, visto che la tipologia di lavoro può fare riferimento ad un unico soggetto, le FS, oltre la metà dei lavoratori ha già presentato ricorso al Tribunale del Lavoro chiedendo che sia l’azienda per la quale la Servirail gestiva il servizio a provvedere al loro reintegro, anche con altre mansioni. 

“Siamo arrivati dove era prevedibile che si arrivasse -commenta Michele Barresi, segretario provinciale della Fit Cisl di Messina. L’incontro del 15 marzo scorso con l’ex ministro dei Trasporti Matteoli è stato solo un tentativo di prendere tempo, come noi allora avevamo denunciato, ed i fatti ci hanno dato ragione. Tutti hanno giocato sulla pelle di questi lavoratori. Abbiamo assistito ad un gioco delle parti tra amici e nemici del Governo Berlusconi che non è servito a nulla, se non ad arrivare ad un punto altissimo di tensione sociale che potrebbe esplodere da un momento all’altro”.