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#Elettrodotto Terna. Dopo il sequestro del cantiere gli ambientalisti alzano il tiro

Terna 2Ottenuto il sequestro del pilone 40 dell’elettrodotto Sorgente-Rizziconi di Terna nell’area in provincia di Messina, le associazioni ambientaliste alzano il tiro e costituiscono un Coordinamento Nazionale per lottare contro tutti i mostri d’acciaio che la società intende realizzare in Italia.

La battaglia parte con una petizione online sul sito change.org per raccogliere il maggior numero di sottoscrizioni, così da obbligare il Governo Renzi a individuare una nuova politica energetica che “rispetti l’ambiente, la salute dei cittadini, le economie rurali del territorio fondamentali per la vita e lo sviluppo delle comunità”.

Le associazioni MAN, I Cittadini di Villafranca Tirrena, il Comitato per la Tutela di Venetico e il Comitato Mamme per la Vita di Saponara lanciano un appello affinché più persone aderiscano all’iniziativa e “si crei un fronte comune che contrasti l’onda devastatoria di Terna”.

“Una selva di piloni rischia di coprire il Belpaese, dalla Sicilia al Friuli, dall’Abruzzo alla Toscana -si legge nella petizione. I nuovi elettrodotti ad alta tensione che l’azienda Terna vuole realizzare sono quasi sempre grandi opere che aggravano i rischi per la salute, deturpano il paesaggio e minacciano il turismo rurale, espropriando la terra a migliaia di cittadini. Appalti miliardari per pochi mega-progetti quando sarebbe prioritario manutenere la rete esistente.

I sostegni, alti fino a 80 metri e sui quali scorrono da 10 a 19 grossi cavi, sono spesso realizzati in aree a rischio idrogeologico in un paese che frana a ogni pioggia, senza che vi siano controlli indipendenti sulla reale necessità delle opere. In Sicilia parte dell’elettrodotto Sorgente-Rizziconi è al momento sotto sequestro per gravi violazioni ambientali. 

L’articolo 9 della Costituzione Italiana tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Il nostro territorio, quando ben preservato e curato, offre lavoro a centinaia di migliaia di persone nel turismo e nell’agricoltura.

Chiediamo al presidente della Repubblica, al Governo e al Parlamento di intervenire per fermare i cantieri dei mega-elettrodotti e avviare un processo di revisione dei nuovi progetti al fine di individuare soluzioni compatibili con le caratteristiche dei luoghi e la salvaguardia della salute dei cittadini, per assicurare la manutenzione della rete esistente per mitigarne l’impatto e migliorarne la sicurezza e l’efficienza, per attuare i piani di risanamento previsti, per produrre l’energia elettrica dove serve evitando al massimo i grandi trasporti, per creare una Commissione aperta alla partecipazione dei cittadini, come previsto dalla Convenzione di Aarhus, per valutare come intervenire nelle pochissime aree di reale criticità nella trasmissione con sistemi meno impattanti e più sicuri come le linee interrate schermate”.

Per firmare la petizione è necessario collegarsi al sito https://www.change.org/p/nuovi-elettrodotti-grandi-opere-devastanti-usiamo-il-denaro-dei-cittadini-per-manutenere-la-rete-esistente.

Elio Granlombardo

Ama visceralmente la Sicilia e non si rassegna alla politica calata dall’alto. La “sua” politica è quella con la “P” maiuscola e non permette a nessuno di dimenticarlo. Per Sicilians segue l'agorà messinese, ma di tanto in tanto si spinge fino a Palermo per seguire le vicende regionali di un settore sempre più incomprensibile e ripiegato su se stesso. Non sopporta di essere fotografato e, neanche a dirlo, il suo libro preferito è “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini.