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Camusso: “Per il lavoro il 2013 sarà un anno ancora più terribile”

Susanna Camusso e Lillo Oceano

“Per il lavoro il 2013 sarà un anno ancora più terribile. Gli effetti che permangono e le politiche recessive messe in atto dal governo limitano le possibilità di sviluppo”.

Questa la sintesi dell’intervento del segretario generale della Cgil Susanna Camusso all’inteno del convegno “Riparare il presente. Ricostruire il futuro” organizzato dalla Cgil Messina questa mattina a Palazzo Zanca. Il futuro per il Paese non è roseo e se non si riparte dal lavoro, come ha più volte ribadito la Camusso, difficilmente si potrà inmaginare una nuova fase di crescita economica.

“E’ necessario tornare ad investire in infrastrutture, servizi e welfare per abbattere le disuguaglianze e rilanciare l’occupazione, perché se continuiamo a deprimere il lavoro, l’economia, gli enti locali, non usciremo mai dalla crisi e a pagare il prezzo più alto saranno sempre il Mezzogiorno e le famiglie meno abbienti -ha dichiarato Lillo Oceano, segretario generale della Cgil di Messina. Bisogna impegnarsi per sconguirare il dissesto a Messina, ma chiediamo verità e trasparenza sui conti ed un programma di investimenti che dia sostegno all’economia, alla mobilità di persone e merci, che faccia ripartire questo territorio e avvii una forte stagione di cambiamenti”.

Il dibattito segue a ruota la manifestazione cittadina di sabato scorso promossa dalle tre sigle sindacali riunite, che nelle parole di Costantino Amato, segretario generale della Uil, è stata definita “un successo”. Al di là dei numeri della manifestazione sui quali ancora si discute, anche perché parlare di successo quando erano presenti tra le 5 e le 6 mila persone in una città di 250 mila abitanti e con i rinforzi venuti dalla provincia forse è un po’ eccessivo, l’intento evidente dei sindacati ribadito oggi, sembra essere quello di “proporre programmi di sviluppo” laddove la politica sembra latitare anche trascendendo dal ruolo canonico di intermediazione tra lavoratori ed aziende proprio delle organizzazioni sindacali.

Ivo Blandina, presidente di Confindustria Messina e sempre presente agli eventi della Cgil, ha parlato di “desertificazione del tessuto produttivo, ormai un dato di fatto”, denunciando come una politica miope e clientelare abbia “respinto chi voleva proporre modelli di successo ed attività produttive” e chiedendo a “chi ha responsabilità di governo di essere serio e responsabile, senza curarsi di rivendicare interessi particolari”.

Stessa enfasi e stessa richiesta di operosita da parte della classe politica e dirigente cittadina da parte di Costantino Amato “Da qui a maggio i politici facciano i compiti, alle prossime elezioni comunali si presentino con ipotesi serie di sviluppo”.

Controparte politica presente al dibattito Franco Rinaldi, deputato regionale PD. “Ho chiesto al presidente Crocetta che Messina abbia la visibilità non non ha avuto con il governo precedente”, ha chiosato il deputato, ricordando la necessità di un tavolo tecnico “per il processo di stabilizzazione dal quale dipende la sorte di circa 30 mila precari a rischio disoccupazione”.

In chiusura, l’intervento della Camusso è stato quello più lungo e particolareggiato rispetto alle principali criticità del Paese in questa fase di recessione e delle politiche di governo attuate da Monti rispetto ai  temi del lavoro dell’evasione fiscale e della finanza pubblica. “In 4 anni le famiglie italiane si sono mangiate anni ed anni di risparmi” ha sottolineato Susanna Camusso.

Non proponendo ricette per uscire dal guado, ma solo indicazioni di buon senso, il segretario generale della Cgil spera, soprattutto per quanto riguarda la Regione siciliana e gli enti locali che oggi versano in gran parte in stato di quasi-default, che le “amministrazioni dichiarino a che punto è davvero la reale entità dei debiti”, sollecitando la precisa indicazione di responsabili e responsabilità, su “chi ha determinato i problemi e chi ha subito le conseguenze”.

Il richiamo non sembra casuale a dirigenti e manager degli enti locali, tra i principali  responsabili di cattiva o inefficace amministrazione, ma sempre operosi e puntuali nelle rivendicazioni di bonus ed extra milionari. A buon intenditor…