A Brolo scoperto “B&B” del sesso. Quattro misure cautelari eseguite dai Carabinieri

Brolo carabinieri SIcilianFino a 70/80 euro al giorno per avere in affitto l’appartamento nel quale esercitare l’attività di prostituzione. L’indagine dei Carabinieri del Nucleo Operativo della compagnia di Patti, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica, ha portato a quattro misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo ed in concorso tra loro, di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.
Le indagini erano state avviate alla fine di del 2020 quando i Carabinieri avevano fermato una donna, proveniente da Roma, che aveva dichiarato di trovarsi a Brolo per incontrare un uomo per accordarsi per l’affitto di una casa dove prostituirsi. Secondo le dichiarazioni raccolte dai Militari l’uomo era perfettamente a conoscenza della destinazione d’uso dell’abitazione. Il prezzo però venne giudicato troppo alto, la donna tornò a Roma ma le indagini dei Carabinieri non si fermarono a quelle dichiarazioni.
L’uomo, già noto alle Forze dell’Ordine, fu presto identificato, individuata anche la casa. Identificato anche un secondo uomo che aveva formalmente sottoscritto un contratto d’affitto per 300 euro mensili. I proprietari dell’immobile erano totalmente ignari che la loro casa servisse ad affari legati alla prostituzione, anche se le segnalazioni di uomini che entravano e uscivano da quella casa si facevano sempre più insistenti.
Le indagini dei Carabinieri, le intercettazioni

ambientali ed i video hanno consentito di indentificare anche un terzo soggetto che faceva parte del meccanismo mirato a sfruttare la prostituzione. In particolare, gli indagati, in concorso tra loro, anche in tempi diversi, reclutavano persone al fine di sfruttarne le prestazioni sessuali, mettendo a loro disposizione l’appartamento di Brolo, che veniva concesso per soggiorni di breve durata al prezzo medio di 60/70 euro al giorno, e agevolando la loro attività con consigli pratici sulle modalità di pubblicizzare in rete le loro prestazioni sessuali e fornendogli ogni ausilio per raggiungere l’abitazione e ogni altro servizio accessorio, ma indispensabile per l’attività di cui si tratta, tra cui finanche le piccole manutenzioni di volta in volta necessarie, il ritiro dell’immondizia, la consegna della spesa e la pulizia dei locali.
Nel corso delle indagini, nel periodo compreso tra 2020 e febbraio 2021, sono state identificate complessivamente sei donne oggetto di sfruttamento, cinque colombiane e una ecuadoriana, che si sono alternate tra loro, adottando un costante turnover, abitando la casa, nel corso del tempo, più volte e in distinte circostanze.
Si soggiunge che nel corso delle investigazioni è stato documentato come il principale indagato avesse la disponibilità di cospicui quantitativi di cocaina, che lo stesso definiva “neve”, tanto da offrirla a numerosi suoi interlocutori, anche in occasione di programmati incontri sessuali, motivo per il quale è ritenuto responsabile anche di spaccio di droga.
Destinataria di misura cautelare anche una donna facente parte dell’organizzazione


Carmelo Amato

Il giornalismo è la sua ragione di vita. Indistruttibile, infaticabile, instancabile, riesce a essere sul posto “prima ancora che il fatto succeda”. Dalla cronaca nera allo sport nulla gli sfugge. È l’incubo degli amministratori comunali, che se lo sognano anche di notte e temono i suoi video e i suoi articoli nei quali denuncia disservizi e inefficienze e dà voce alle esigenze dei suoi concittadini.