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8 marzo 11.13 Documenti storici, la Provincia e l’Archivio di Stato li reclamano

La Provincia regionale e l’Archivio di Stato di Messina, diretto da Alfio Seminara, intendono avviare la pratica per la restituzione della documentazione archivistica che in anni remoti fu “temporaneamente” depositata presso l’Archivio di Stato di Palermo, pur essendo di pertinenza dell’Archivio di Stato peloritano.

Poiché Messina, per le sue ben note vicende naturali e umane, ha perso moltissima parte del suo patrimonio documentario, la restituzione di quello custodito a Palermo diventa un fatto estremamente importante per la memoria storica del territorio e della comunità che lo abita.

Per chiarire l’importanza del materiale storico si elenca sommariamente ciò che dovrebbe racchiudere la richiesta di riconsegna di cui si discute:

–      Fondo Corporazioni Religiose Soppresse – n. 2.241 pergamene dell’Abbazia di San Filippo di Fregalà, del Monastero di Santa Maria di Malfinò e del Monastero di Santa Maria Maddalena in Valle Giosafat, detto di San Placido Calonerò;

–      Ex Case dei Gesuiti in Sicilia – n. 481 volumi del Collegio Primario di Messina, della Casa Professa di Messina, della Casa del Noviziato di Messina, della Casa di San Saverio di Messina e dell’ex Collegio di Messina.

–      Tesoreria di Sicilia – n. 683 volumi, facenti parte del fondo archivistico finanziario: Tavola di Palermo e di Messina, Screzie e Dogana di Messina, Registri vari di Uffici, Munizionieri di Messina.

Questo enorme patrimonio documentario appartiene indissolubilmente alla storia di Messina ed è necessario realizzare il loro recupero per un arricchimento delle ricchezze storiche, giuridiche e culturali della città.

A tal fine, mercoledì 14 marzo 2012, alle ore 9.30, nel Salone degli Specchi di Palazzo dei Leoni, verrà promossa una conferenza programmatica mirata ad affrontare in modo efficace la questione e per coinvolgere in un impegno generale gli operatori cittadini in uno sforzo teso al recupero della memoria storica-documentaria perduta e mai ritrovata.     

All’incontro sono invitate, pertanto, le Istituzioni culturali e gli Enti pubblici e privati che, per le loro competenze, potranno assumere impegni concreti per poter giungere in tempi ragionevoli alla soluzione dell’annoso problema.